La partnership tra Stellantis e Leapmotor potrebbe presto cambiare marcia, superando i confini della semplice cooperazione commerciale per arrivare a qualcosa di molto più profondo. A dare il segnale più chiaro è stato Tianshu Xin, il numero uno di Leapmotor International, che durante il Salone di Pechino ha parlato apertamente della possibilità di condividere piattaforme e componentistica tra i due gruppi. Una prospettiva che, se confermata, cambierebbe parecchio gli equilibri nella progettazione delle auto elettriche più accessibili.
Xin ha spiegato che la logica dell’accordo tra Stellantis e Leapmotor si basa proprio sulla complementarità. Da una parte c’è la capacità di Leapmotor di sviluppare prodotti innovativi a costi competitivi, dall’altra il peso di Stellantis in termini di infrastruttura globale, rete di distribuzione e servizi. “Una delle bellezze di questa partnership è davvero sfruttare il meglio di entrambe le parti”, ha dichiarato il CEO, lasciando intendere che il potenziale della collaborazione è ancora largamente inespresso.
Oggi le due realtà restano tecnicamente indipendenti. I modelli Leapmotor distribuiti nei mercati internazionali attraverso la rete Stellantis non condividono piattaforme con quelli dei marchi europei del gruppo, che include nomi come Peugeot, Fiat e Citroën. La cooperazione però è già attiva su altri fronti: ingegneri europei partecipano allo sviluppo dei modelli destinati ai mercati globali. E proprio su questo punto Xin è stato piuttosto esplicito: “Leapmotor e Stellantis sono due OEM indipendenti e hanno le proprie piattaforme. Ma una delle ragioni strategiche di questa partnership è generare sinergie, potenzialmente includendo piattaforme e componenti”.
Produzione condivisa e riduzione dei costi: lo scenario che prende forma
Un elemento che rende tutto ancora più interessante è la forte integrazione verticale di Leapmotor, che produce internamente circa il 65% dei componenti. Un vantaggio competitivo notevole, che in prospettiva potrebbe tornare utile anche a Stellantis per abbattere i costi di sviluppo dei propri modelli.
Quando gli è stato chiesto se fosse possibile immaginare una piattaforma comune, capace di sostenere modelli di entrambi i gruppi, magari con produzione affidata anche agli impianti Leapmotor, Xin non ha chiuso la porta. Anzi: “Non lo escludo completamente in questo momento, e questa grande idea è certamente in fase di esplorazione”. Parole che pesano, perché una piattaforma condivisa tra Stellantis e Leapmotor significherebbe un salto di qualità enorme nella collaborazione, con impatti diretti su costi, tempi di sviluppo e posizionamento dei futuri modelli.
Vale la pena ricordare i numeri dell’accordo attuale. Stellantis detiene circa il 20% di Leapmotor e il 51% di Leapmotor International, la joint venture che gestisce la distribuzione globale dei modelli del marchio cinese. Una struttura che già permette al gruppo europeo di ampliare la propria presenza nei mercati elettrici a basso costo, sfruttando la competitività dell’industria cinese.
Per ora resta tutto in fase di studio
Se le ipotesi di co-sviluppo dovessero concretizzarsi, la collaborazione tra Stellantis e Leapmotor potrebbe diventare ancora più strategica, ridefinendo l’approccio alla progettazione delle auto nei segmenti più accessibili. Per il momento, tutto resta allo stato di studio. Le dichiarazioni arrivate da Pechino però indicano con una certa chiarezza la direzione: più integrazione, più condivisione e soprattutto una crescente attenzione all’efficienza economica nello sviluppo dei modelli del futuro.
