Le autorità italiane che indagano sugli attacchi informatici condotti con lo spyware Graphite contro giornalisti e attivisti si trovano davanti a un muro. Paragon Solutions, l’azienda israeliano-americana che produce questo strumento di sorveglianza, non avrebbe risposto a nessuna delle richieste arrivate dalle procure del nostro Paese. Un silenzio che dura ormai da un anno e che pesa come un macigno sull’intera vicenda.
Paragon Solutions e il caso Graphite: cosa sta succedendo
Lo scandalo Paragon ha iniziato a prendere forma nel 2024, quando è emerso che lo spyware Graphite era stato utilizzato per colpire figure legate al mondo dell’informazione e dell’attivismo in Italia. Da quel momento le procure italiane hanno avviato indagini per capire chi avesse autorizzato l’uso di questo strumento, con quali finalità e soprattutto su mandato di chi. Il problema è che dall’altra parte della catena non arriva nulla. Paragon Solutions, che ha sede sia in Israele che negli Stati Uniti, avrebbe semplicemente ignorato ogni tentativo di collaborazione da parte delle autorità italiane.
E non si parla di una singola richiesta lasciata senza risposta per qualche settimana. Il bilancio è di un intero anno di tentativi andati a vuoto. Le procure hanno cercato di ottenere informazioni, chiarimenti, documentazione tecnica sullo spyware e sul suo impiego, ma Paragon non ha mai fornito alcun riscontro. Questo atteggiamento rende particolarmente complicato il lavoro degli inquirenti, che si trovano a dover ricostruire una vicenda delicatissima senza poter contare sulla collaborazione del soggetto che ha materialmente prodotto e distribuito lo strumento usato negli attacchi informatici.
Un muro di silenzio che complica le indagini
La questione non è soltanto tecnica o giudiziaria. Ha un peso politico e istituzionale enorme. Quando uno spyware viene usato contro giornalisti e attivisti, si tocca il cuore della libertà di espressione e del diritto all’informazione. E quando l’azienda responsabile della produzione di quello strumento decide di non rispondere alle autorità di un Paese democratico, il messaggio che passa è piuttosto chiaro: il settore della sorveglianza digitale continua a muoversi in una zona grigia dove la trasparenza è praticamente inesistente.
Paragon Solutions non è un nome nuovo nel panorama delle aziende che sviluppano tecnologie di intercettazione e sorveglianza. Graphite, il suo prodotto di punta, è uno spyware sofisticato capace di infiltrarsi nei dispositivi delle persone prese di mira, accedendo a comunicazioni, dati personali e molto altro. Il fatto che strumenti di questo tipo finiscano per essere utilizzati contro chi fa informazione o chi si impegna nella tutela dei diritti solleva interrogativi che vanno ben oltre il singolo caso italiano.
