Saros ha superato a pieni voti l’esame tecnico più temuto dai giocatori, quello legato alle prestazioni su PS5 Pro, ma la versione standard della console racconta una storia leggermente diversa. La nuova esclusiva firmata Housemarque si presenta come un titolo costruito con un obiettivo chirurgico: non scendere mai sotto i 60 fps, nemmeno quando lo schermo esplode di particelle, proiettili e dissolvenze spettacolari. E a quanto pare, ci riesce piuttosto bene. Almeno su PS5 Pro.
Un motore su misura per l’azione pura
Saros gira su Unreal Engine 5, ma lo studio finlandese ha deciso di prendere quel motore e riscriverlo quasi da zero per le proprie esigenze. Via Lumen RT, via Nanite: tecnologie troppo pesanti per un gioco dove la reattività viene prima di tutto. Una scelta coraggiosa, che però paga. Il risultato è un action frenetico che riesce a essere spettacolare senza mai sacrificare la leggibilità durante il combattimento.
Parliamo di un gioco che mette in scena quantità enormi di effetti particellari, colpi fisici, esplosioni e un sistema di dissoluzione dei nemici con un effetto quasi “voxel like” davvero suggestivo. La cosa notevole è che nonostante tutta questa roba a schermo, non si perde mai il filo di quello che sta succedendo. Le palette ambientali sono volutamente sobrie, e ci sono anche opzioni di accessibilità per modificare i colori dei proiettili. Un dettaglio che in un titolo basato su schivate e lettura dei pattern fa tutta la differenza del mondo.
PS5 Pro: la versione che convince davvero
Su PS5 Pro, Saros propone un’unica modalità a 60 fps con output 4K tramite PSSR, la tecnologia di upscaling proprietaria di Sony nella sua versione più aggiornata. La risoluzione interna si attesta intorno ai 1440p, ma l’immagine finale appare pulita, stabile e convincente. Il PSSR se la cava particolarmente bene proprio con l’elemento più distintivo del gioco: quelle montagne di particelle che in altri contesti avrebbero creato problemi di instabilità visiva.
Le prestazioni sono solide, con cali davvero minimi e limitati alle sequenze più dense. Le scene d’intermezzo in tempo reale possono scendere a 30 fps, una scelta deliberata di Housemarque per privilegiare la qualità di modelli, illuminazione e post processing. I filmati prerenderizzati girano invece a 24 fps, e questo crea un piccolo stacco percepibile rispetto alla fluidità del gameplay, senza però compromettere l’esperienza complessiva.
PS5 base: si gioca bene, ma gli occhi se ne accorgono
Su PS5 base il discorso cambia. Saros resta assolutamente giocabile e il frame rate tiene, ma i compromessi sulla qualità dell’immagine diventano più evidenti. Senza PSSR, il gioco si affida al FSR 2/3 di AMD per gestire l’upscaling verso il 4K, partendo da una risoluzione interna più bassa, intorno ai 1224p. Il risultato è un’immagine visibilmente più morbida, meno definita e più soggetta a fenomeni di flickering, soprattutto durante i movimenti rapidi e nelle scene dove le particelle invadono lo schermo.
Il limite principale della versione base sta proprio qui: nella gestione dei VFX, che rappresentano l’anima visiva del gioco. Quando la situazione si fa caotica, FSR fatica a mantenere la stessa coerenza e pulizia che il PSSR garantisce su PS5 Pro. Saros non diventa ingiocabile, sia chiaro, ma il divario tra le due console si nota, e chi tiene particolarmente alla nitidezza dell’immagine potrebbe restarne un po’ deluso.
Su PS5 Pro, Saros si presenta come la versione più pulita e stabile sotto ogni punto di vista, mentre su PS5 base conserva intatte la fluidità e la qualità del gameplay, accettando però qualche compromesso visivo che nelle fasi più concitate diventa difficile da ignorare.
