Hack4SocialAI è il nome dell’hackathon che si è tenuto martedì 28 aprile 2026 presso la Sapienza Università di Roma, evento che ha chiuso il percorso del progetto “Roll Cloud. Lavorare sulla nuvola”. Un’iniziativa promossa da Fondazione Mondo Digitale ETS e Opening Future, il programma nato dalla collaborazione tra Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise. Durante la giornata, giovani sviluppatori, studenti universitari e ragazzi delle scuole superiori hanno lavorato fianco a fianco su progetti fondati sull’intelligenza artificiale applicata a temi di interesse collettivo.
L’hackathon Hack4SocialAI ha rappresentato la tappa conclusiva di un percorso che nel corso dell’ultimo anno ha coinvolto oltre 2.200 studenti delle scuole secondarie e circa 200 universitari. L’obiettivo era chiaro: avvicinare le nuove generazioni alle tecnologie cloud e all’intelligenza artificiale attraverso attività formative, sfide progettuali e momenti di confronto diretto con professionisti del settore. I team presenti a Roma erano quelli selezionati nelle tappe territoriali del Nord e Centro Italia, chiamati a proporre soluzioni su quattro grandi aree tematiche: salute, inclusione, povertà educativa e sostenibilità.
Le parole di Simonetta Sada di TIM Enterprise sull’approccio consapevole all’AI
Tra gli interventi della giornata ha spiccato quello di Simonetta Sada, Head of Service Concepts & Innovation di TIM Enterprise, che ha messo l’accento su un punto tutt’altro che scontato: non basta spiegare l’intelligenza artificiale ai giovani, bisogna farla toccare con mano. E soprattutto, farlo in modo responsabile.
Simonetta Sada ha dichiarato: “Con Opening Future e l’Hack4SocialAI di Roll Cloud non ci limitiamo a spiegare ai giovani l’AI: la facciamo sperimentare e cerchiamo di trasmettere alle nuove generazioni un approccio consapevole e responsabile”. Ha poi aggiunto: “In TIM Enterprise siamo convinti che il futuro digitale si costruisca investendo sulle loro competenze, perché saranno i futuri decisori e innovatori. Vogliamo essere il riferimento digitale del Paese e per questo puntiamo su infrastrutture affidabili, sovrane e sostenibili. Un’innovazione in grado di generare un impatto reale per città, sanità e infrastrutture”.
Parole che danno il senso di una visione più ampia, dove la formazione pratica non è un esercizio fine a sé stesso ma diventa il terreno su cui costruire competenze digitali concrete.
I progetti e la fase finale dell’hackathon Hack4SocialAI
Sul piano pratico, i team partecipanti a Hack4SocialAI hanno sviluppato progetti pensati per categorie di utenti molto diverse tra loro: bambini, anziani, persone fragili, immigrati e rifugiati. Il filo conduttore era quello di migliorare l’accesso a servizi legati all’occupazione, all’assistenza e alla cura, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale per creare soluzioni che avessero un impatto reale e misurabile.
I ragazzi sono stati affiancati da startupper e professionisti del settore, un dettaglio che racconta bene la natura dell’evento: non una competizione accademica chiusa in sé stessa, ma un’esperienza che mescolava mondo della formazione e mondo del lavoro. La fase di valutazione si è svolta con un formato a “speed date”, dove i progetti venivano esaminati in modo incrociato, seguita da una presentazione finale davanti a una giuria composta da rappresentanti delle aziende promotrici, esperti del terzo settore e membri della Fondazione Mondo Digitale.
