Rabbit R1 prova a riscrivere la propria storia. Il piccolo gadget tascabile alimentato dall’intelligenza artificiale aveva fatto il suo debutto a gennaio 2024 generando un entusiasmo enorme, con ordini che fioccavano da tutto il mondo e un’attenzione mediatica decisamente fuori scala. Poi, com’era quasi prevedibile, la realtà si è fatta sentire. Appena arrivato nelle mani dei primi recensori, il dispositivo ha mostrato limiti evidenti: prestazioni al di sotto delle aspettative, problemi legati a privacy e sicurezza, e la sensazione diffusa che si trattasse poco più di un’app impacchettata dentro un oggetto carino. La società Rabbit, però, non si è data per vinta e rilancia adesso con un aggiornamento che cambia parecchio le carte in tavola.
Cosa cambia con RabbitOS 2
Fuori, Rabbit R1 resta identico a sé stesso. È dentro che succedono le cose interessanti. L’aggiornamento a RabbitOS 2 non si limita a un restyling grafico con pagine e menu più curati, ma punta a migliorare concretamente l’esperienza d’uso. Le interazioni vocali guadagnano in precisione e reattività, così come il riconoscimento dell’ambiente attraverso la fotocamera integrata. E c’è un dato che non va sottovalutato: nonostante l’interfaccia si arricchisca di effetti sonori e animazioni, la batteria migliora in autonomia ed efficienza. Una cosa che non capita spesso, va detto.
Ma la novità che spicca davvero su tutto il resto riguarda la registrazione vocale. Rabbit racconta di aver migliorato in modo significativo la stabilità nella sincronizzazione delle registrazioni sul cloud. Queste vengono poi elaborate da algoritmi proprietari per generare trascrizioni che promettono una qualità molto alta, accompagnate da riassunti capaci di comprendere meglio il contesto e risultare quindi più pertinenti. La parte più interessante, forse, è che si possono porre domande dirette a Rabbit R1 riguardo al contenuto registrato, ottenendo risposte senza dover scorrere manualmente la trascrizione o riascoltare pezzi di audio alla ricerca del passaggio giusto. Tutte queste funzionalità sono incluse nel prezzo, senza alcun abbonamento aggiuntivo, e possono essere personalizzate tramite scorciatoie e comandi custom a discrezione di chi usa il dispositivo.
L’agente AI e il prezzo attuale
C’è poi una capacità che merita attenzione a parte. Rabbit R1 può ora funzionare come vero e proprio agente AI per computer, grazie alla tecnologia denominata DLAM. Questo significa che il dispositivo è in grado di connettersi al pc per gestire attività e compiti direttamente tramite comandi vocali, sia in locale sia attraverso il cloud. Una funzione che amplia notevolmente lo spettro di utilizzo di quello che resta, fisicamente, un gadget tascabile.
Rabbit R1 è disponibile su Amazon e sul sito ufficiale della società al prezzo di circa 175 euro. In questo momento, però, è attiva una promozione legata all’anniversario dal lancio che porta il costo finale a circa 140 euro.
