Esclusive gaming, un tema che sembrava quasi superato e che invece torna prepotentemente al centro della scena. Dopo anni in cui PlayStation e Xbox hanno progressivamente aperto i propri cataloghi a piattaforme terze, qualcosa sembra cambiare direzione. E a guardare bene, chi non ha mai smesso di credere nel modello dell’esclusività pura è stata Nintendo, l’azienda che ha sempre fatto di testa propria senza mai seguire le mode del momento.
Il vento cambia: PlayStation e Xbox tornano a puntare sulle esclusive
Il panorama del gaming negli ultimi anni ha vissuto una trasformazione notevole. Da una parte c’era chi, come Xbox, aveva scelto di aprirsi completamente, portando i propri titoli su più piattaforme possibili, con l’idea che il futuro fosse nella distribuzione capillare più che nell’esclusività. Dall’altra, PlayStation aveva iniziato a guardare con interesse al mercato PC, pubblicando titoli storicamente legati alla propria console su Steam e altri store digitali. Un approccio che ha dato frutti economici importanti, certo, ma che ha anche un po’ diluito quel senso di appartenenza che le esclusive generavano nei giocatori.
Ora però il vento sembra soffiare nella direzione opposta. Sia PlayStation che Xbox starebbero rivalutando il concetto di esclusiva pura, quel tipo di titolo che si può giocare solo su una determinata piattaforma e basta. Un ritorno alle origini, in un certo senso, dopo una fase di sperimentazione che ha portato giochi un tempo impensabili su hardware concorrente. E qui entra in scena la domanda che tutti si stanno facendo: Nintendo ci aveva visto giusto fin dall’inizio?
Nintendo e la coerenza di un modello mai abbandonato
Mentre i competitor cambiavano pelle, provavano strade nuove e riscrivevano le proprie strategie commerciali, l’azienda giapponese è rimasta sostanzialmente fedele a se stessa. Mario, Zelda, Pokémon e compagnia non hanno mai messo piede su piattaforme che non fossero marchiate Nintendo. Niente versioni PC, niente porting su console rivali. Una filosofia che qualcuno ha definito ostinata, altri lungimirante.
Il punto è che questo approccio ha sempre funzionato. Le console Nintendo vendono anche (e soprattutto) perché certi giochi li trovi solo lì. È un meccanismo semplice ma potentissimo: vuoi giocare a The Legend of Zelda? Devi comprare una console Nintendo. Fine della discussione. E questo modello, che nel frattempo PlayStation e Xbox avevano in parte smontato, ora sembra tornare di moda anche tra chi lo aveva messo da parte.
Il futuro del gaming, stando a quanto emerge, sarà quindi ancora una volta caratterizzato da esclusive pure sparse su varie piattaforme. Un ritorno a quel sistema in cui ogni ecosistema ha i propri titoli forti, quelli che da soli giustificano l’acquisto di un hardware specifico. È un po’ come tornare indietro nel tempo, ai periodi in cui la scelta tra una console e l’altra dipendeva quasi interamente dal catalogo esclusivo.
La cosa interessante è che Nintendo non ha mai avuto bisogno di fare questo percorso a ritroso, semplicemente perché non si era mai allontanata da quella strada. Una coerenza che, a conti fatti, potrebbe rivelarsi la strategia più solida nel lungo periodo. PlayStation e Xbox, dopo aver testato l’apertura verso altri mercati, sembrano pronte a rimettere le esclusive al centro della propria proposta, in pieno stile Nintendo.
