Il Terminale Linux su Android 17 sta per ricevere aggiornamenti piuttosto interessanti, anche se per vederli attivi bisognerà probabilmente pazientare fino alla QPR1. Parliamo di uno strumento che non tutti conoscono, perché non è presente su ogni versione personalizzata del sistema operativo, ma per sviluppatori, appassionati e smanettoni di vario genere rappresenta una risorsa davvero preziosa. Nella prima Beta distribuita nei giorni scorsi è emersa una funzione che in molti aspettavano: la possibilità di modificare la risoluzione direttamente dall’interno del Terminale.
Le opzioni a disposizione saranno tre. Full, che punta tutto sulla qualità visiva ma può pesare sulla fluidità, soprattutto nei dispositivi meno performanti. Half, che viene descritta come il compromesso migliore tra consumo di risorse e leggibilità. E poi Quarter, pensata per chi vuole spremere al massimo le prestazioni a scapito della resa grafica. L’impostazione si trova nella sezione avanzata delle impostazioni del Terminale, quindi niente di nascosto o complicato da raggiungere.
Nuova interfaccia e modalità full screen
Ma non finisce qui, perché Google ha messo mano anche all’interfaccia. Tra le novità di Android 17 QPR1 spicca un pulsante dedicato alla modalità full screen, che nasconde sia la barra di stato sia quella di navigazione. Il risultato è un’esperienza decisamente più immersiva, cosa che chi lavora spesso con il Terminale Linux apprezzerà parecchio. I controlli principali vengono poi spostati in una barra flottante nella parte bassa dello schermo, con un design a pillola che segue il linguaggio visivo più recente di Android. Una scelta coerente con la direzione estetica che Google sta portando avanti da qualche tempo.
Queste funzionalità si aggiungono ad altre migliorie già individuate nelle build di test precedenti, tra cui la possibilità di limitare l’uso della memoria e un’interfaccia utente aggiornata per il Terminale. Insomma, sembra che Google stia investendo con una certa serietà su questo componente, rendendolo più versatile e adatto anche a chi non è necessariamente uno sviluppatore di professione ma vuole comunque sfruttare le potenzialità di un ambiente Linux integrato nel proprio dispositivo Android 17.
