Project Luna è il nuovo concept di Samsung che prova a ridisegnare il modo in cui l’intelligenza artificiale domestica potrebbe funzionare davvero. Chi ricorda Ballie, il piccolo robot sferico annunciato anni fa e poi sparito nel nulla, sa bene che le promesse dell’azienda coreana in questo ambito non sempre si sono concretizzate. Stavolta però il tono è diverso, più cauto e più maturo, e il contesto di presentazione non è stato casuale: la Milan Design Week 2026, vetrina internazionale del design dove Samsung ha scelto di mostrare al mondo la propria idea di futuro.
Project Luna si presenta come uno schermo circolare montato su un collo snodabile, capace di ruotare e orientarsi nello spazio. L’estetica è morbida, quasi giocosa: emette suoni che ricordano quelli di Wall-E, con un’interfaccia grafica che evoca un volto stilizzato. L’idea è chiara, far sentire subito a proprio agio chi gli sta intorno. Samsung stessa lo definisce apertamente un concept, quindi niente aspettative su una data di uscita nei negozi. Però è un esperimento che ha una sua solidità e che racconta una direzione precisa.
Da assistente personale a intelligenza condivisa
La cosa interessante di Project Luna è che non vuole essere un gadget che fa tutto da solo. L’obiettivo è un altro: funzionare come una sorta di orchestratore, un punto centrale che coordina tutti i dispositivi connessi in casa. Durante la demo milanese, l’AI di Luna è stata mostrata mentre passava con fluidità da un televisore a uno speaker, da un proiettore a un altro schermo, portando con sé la stessa interfaccia e la stessa personalità digitale. Un unico filo conduttore che attraversa ogni dispositivo.
Questo cambiamento di prospettiva è stato esplicitato anche da Mauro Porcini, Chief Design Officer di Samsung, che ha fatto riferimento al passaggio dall’AI personale a quella comunitaria. In pratica, l’intelligenza artificiale non dovrebbe più essere qualcosa che ognuno si porta in tasca, ma qualcosa che permea l’ambiente domestico, un po’ come la luce o il riscaldamento. Ed è qui che il discorso si fa davvero interessante, perché sposta il focus dal singolo utente alla casa intera.
Project Luna non è stato comunque l’unico protagonista della vetrina milanese. Samsung ha presentato anche un concept audio piuttosto originale: uno speaker quadrato con un disco in vinile esposto lateralmente, capace di animarsi grazie a un’interfaccia luminosa alimentata dall’AI. Un equalizzatore dinamico si adatta al contesto, e l’oggetto non si limita a riprodurre suono ma comunica una presenza, un carattere. Anche qui, la filosofia è la stessa: la tecnologia deve avere un’anima percepibile.
Galaxy Glasses: gli occhiali intelligenti entrano nell’ecosistema
Mentre Samsung esplora il futuro della casa connessa con Project Luna, c’è un altro fronte che si muove in parallelo. I Galaxy Glasses, gli occhiali intelligenti del produttore coreano, stanno prendendo forma concreta. Un recente leak emerso dall’analisi di One UI 8.5 ha svelato come appariranno una volta abbinati allo smartphone: nell’elenco Bluetooth compariranno con un’icona dedicata, il nome del dispositivo e l’accesso rapido alle impostazioni, esattamente come già succede con Galaxy Buds o con lo smartwatch.
Non si tratterà di un prodotto standalone. Samsung ha già chiarito che gli occhiali funzioneranno come estensione del telefono, delegando l’elaborazione dei dati al processore dello smartphone. Un approccio che privilegia l’integrazione rispetto all’autonomia, perfettamente in linea con quella filosofia dell’ecosistema connesso che l’azienda sta costruendo pezzo dopo pezzo.
I modelli attesi portano le sigle SM-O200P e SM-O200J. Almeno uno dei due dovrebbe includere un sensore fotografico Sony IMX681 da 12 megapixel e una batteria da 155mAh. Secondo le indiscrezioni, il primo modello arriverà entro la fine del 2025, mentre il secondo è atteso per il 2027.
