Il kernel 7.1 di Linux ha fatto il suo primo passo ufficiale verso la versione stabile con l’arrivo della prima Release Candidate, a pochissimi giorni dal rilascio della versione 7.0. Certo, prima di vederlo nel canale stabile passeranno ancora diverse settimane, perché il ciclo di test serve proprio a scovare e risolvere bug e problemi vari. Ma il punto è che tutte le carte sono ormai sul tavolo. L’uscita della RC segna infatti la chiusura della cosiddetta merge window, quella finestra temporale in cui sviluppatori e maintainer possono proporre nuove funzionalità, patch e rimozioni di codice.
Tradotto: quello che troviamo oggi nella Release Candidate, al netto di correzioni e aggiustamenti, sarà molto probabilmente ciò che finirà nella versione definitiva. E le novità che stanno facendo discutere sono soprattutto due, entrambe piuttosto significative.
Addio alle architetture Intel 486 e il nuovo driver NTFS riscritto da zero
La prima riguarda l’inizio dell’abbandono delle architetture Intel 486. Si parla di hardware introdotto alla fine degli anni ’80, fuori dal mercato da un’eternità, eppure ancora formalmente supportato dal kernel di Linux. Con questa release sono state eliminate alcune configurazioni legate a quella famiglia di processori, anche se la rimozione completa del codice avverrà in modo graduale, così da evitare complicazioni inutili.
La seconda novità, probabilmente quella che interessa una platea più ampia, è l’arrivo di un nuovo driver per NTFS, il filesystem storico di Microsoft. Questo driver è stato riscritto completamente da zero e abbandona la dipendenza dai driver basati su FUSE. Il risultato pratico? Meno overhead, più velocità e maggiore affidabilità nei trasferimenti di dati tra partizioni Windows e Linux. Un aspetto che conta parecchio per chi lavora con configurazioni dual boot, dove la convivenza tra i due sistemi operativi è sempre stata un po’ macchinosa su questo fronte.
Supporto GPU, dispositivi Lenovo e pulizia del codice legacy
Ma il kernel 7.1 non si ferma qui. Vale la pena segnalare il supporto iniziale per le GPU Intel Xe3P_LPG e Nova Lake P, oltre alla compatibilità con gli acceleratori NVIDIA GA100 tramite il driver open source Nouveau. Buone notizie anche per chi possiede una Lenovo Legion Go: i driver dedicati a questa handheld sono stati aggiornati e promettono un’esperienza complessivamente più stabile.
Linus Torvalds e il resto del team hanno inoltre colto l’occasione per fare un po’ di pulizia, rimuovendo il supporto ad alcuni vecchi componenti di rete e a determinati SoC che non hanno mai avuto una diffusione reale sul mercato. Il riferimento sembra essere al progetto russo Baikal, nato con l’ambizione di proporsi come alternativa ARM ai chip Intel e AMD x86 ma che non ha mai realmente funzionato, penalizzato ulteriormente dalle conseguenze della guerra in Ucraina.
