La storia di Crimenetwork sembrava già chiusa. E invece no. Il più grande mercato nero in lingua tedesca del dark web ha tentato una resurrezione, durata giusto qualche mese prima che le forze dell’ordine lo facessero chiudere per la seconda volta. Stavolta l’operazione ha coinvolto la polizia spagnola e quella tedesca, che hanno arrestato il nuovo amministratore della piattaforma e sequestrato l’intera infrastruttura.
Ma facciamo un passo indietro. Crimenetwork era stato fondato nel 2012 e, nel corso degli anni, era diventato un punto di riferimento per oltre 100.000 utenti. Sul sito si poteva comprare e vendere praticamente di tutto: dati rubati, droghe, documenti falsi come passaporti e patenti di guida. Le transazioni avvenivano in Bitcoin e Monero, una criptovaluta nota per essere quasi impossibile da tracciare. In sei anni di attività, la piattaforma ha generato un volume d’affari equivalente a circa 190 milioni di euro. Poi, a fine 2024, la polizia tedesca ha smantellato tutto: server sequestrati, amministratore principale arrestato (un ventottenne), un milione di euro in criptovalute confiscato, insieme a diverse auto di lusso.
Sembrava finita. E invece qualcuno ha pensato bene di rilanciare il progetto, mettendo in piedi una versione completamente nuova di Crimenetwork, con un’infrastruttura diversa da quella originale. Questo “2.0” ha funzionato abbastanza da generare oltre 3,6 milioni di euro in transazioni illecite. Il modello di business era semplice: i venditori pagavano un abbonamento mensile per poter mettere in vendita i propri prodotti, e l’amministratore incassava anche una commissione su ogni singola vendita. Le transazioni si facevano in Bitcoin, Litecoin e Monero. In pochi mesi, più di 100 venditori e oltre 22.000 utenti si erano già registrati.
L’arresto a Maiorca e i dati che potrebbero portare ad altre operazioni
Dopo mesi di indagini, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire al creatore della nuova versione di Crimenetwork. L’uomo, un cittadino tedesco di 35 anni, è stato localizzato a Maiorca, in Spagna. Il 7 maggio 2026, un’unità speciale della polizia nazionale spagnola ha fatto irruzione nel suo domicilio. Gli investigatori della polizia federale tedesca e della procura di Francoforte hanno sequestrato i server della piattaforma, messo le mani su un’enorme quantità di dati relativi a utenti e transazioni, e congelato circa 194.000 euro di proventi illeciti. Secondo gli inquirenti, quei dati saranno fondamentali per identificare altri cybercriminali e potrebbero portare a nuovi arresti nel prossimo futuro.
“La resurrezione di Crimenetwork è fallita, e un nuovo amministratore dovrà rispondere delle sue azioni davanti a un tribunale tedesco”, ha dichiarato Carsten Meywirth, direttore della divisione Cybercriminalità della polizia federale tedesca.
Sette anni di carcere per il primo amministratore e la guerra globale ai mercati neri
Nel frattempo, il primo amministratore di Crimenetwork, arrestato a dicembre 2024, è stato condannato a sette anni e dieci mesi di carcere. La giustizia ha anche ordinato la confisca di oltre 10 milioni di euro di guadagni illeciti. Il procuratore incaricato del caso ha sottolineato che, anche se la sentenza non è ancora definitiva, “dimostra chiaramente che la criminalità sul darknet ha delle conseguenze concrete”.
