Quando si pensa a Nikola Tesla, vengono in mente le sue invenzioni rivoluzionarie, le sue ossessioni e quel carattere decisamente fuori dagli schemi. Ma c’è un aspetto della sua vita che spesso viene trascurato: il fatto che Tesla visse 24 anni più a lungo rispetto a quanto ci si potesse aspettare per la sua epoca. Un dato che, considerando le abitudini e lo stile di vita decisamente peculiare dell’inventore serbo naturalizzato americano, merita una riflessione.
Nikola Tesla morì nel 1943, a 86 anni. Per contestualizzare il dato, basta ricordare che negli Stati Uniti di quegli anni l’aspettativa di vita media superava di poco i 62 anni. Parliamo quindi di un divario enorme, quasi un quarto di secolo in più rispetto a ciò che le statistiche dell’epoca avrebbero lasciato prevedere. E tutto questo per un uomo che certamente non conduceva quella che oggi definiremmo una vita “equilibrata”.
Una vita tra genialità e stranezze assolute
Tesla, negli ultimi anni della sua esistenza, viveva in completo isolamento all’interno di un hotel di New York. Passava le giornate circondato da piccioni, che accudiva con una dedizione quasi maniacale, e da progetti che per i suoi contemporanei apparivano quanto meno improbabili. Eppure, nonostante questa esistenza solitaria e ben lontana da qualsiasi standard di benessere sociale, il suo corpo resse molto più a lungo della media.
Come ci riuscì Nikola Tesla? Secondo quanto riportato, il merito va attribuito a una serie di procedure eccentriche che lo scienziato seguiva con rigore quasi scientifico. Abitudini che oggi qualcuno definirebbe bizzarre, se non completamente folli, ma che evidentemente ebbero un qualche effetto sulla sua longevità. Tesla era notoriamente ossessionato dall’igiene e dalla regolarità delle proprie routine quotidiane, e queste pratiche fuori dal comune facevano parte integrante della sua filosofia di vita.
Un record di longevità inaspettato per la sua epoca
Il fatto che Tesla abbia raggiunto gli 86 anni in un periodo storico in cui arrivare a 65 era già considerato un buon risultato colpisce ancora oggi. Non era un atleta, non seguiva diete particolarmente studiate per come le intendiamo adesso, e la medicina dell’epoca certo non offriva le possibilità di prevenzione e cura che esistono nel ventunesimo secolo. Eppure quel genio, chiuso nella sua stanza d’albergo newyorkese, continuò a vivere ben oltre qualsiasi previsione ragionevole.
Nikola Tesla resta una figura affascinante sotto ogni punto di vista. La sua longevità, in un contesto storico dove le condizioni sanitarie e mediche erano incomparabilmente inferiori a quelle attuali, aggiunge un ulteriore tassello al mosaico di un uomo che sfidò le convenzioni del proprio tempo praticamente in ogni ambito della sua esistenza. Morì solo, in quella stanza del New Yorker Hotel, circondato dai suoi adorati piccioni e da appunti che avrebbero fatto discutere scienziati e governi per decenni a venire.
