A qualcuno potrebbe sembrare assurdo e impossibile ma è stata scoperta la sovrapposizione temporale quantistica. Si tratta di una scoperta che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui la fisica interpreta il concetto stesso di tempo. Perché se fino a oggi eravamo abituati a pensare al tempo come a qualcosa di lineare, costante, che va sempre e solo in una direzione, ora un gruppo di ricercatori sta mettendo in discussione proprio questa certezza.
Il tempo non scorre come pensiamo
La visione comune del tempo è quella di un flusso continuo, un fiume che va avanti senza fermarsi mai. Su questa idea si costruisce praticamente tutta la nostra esperienza quotidiana. Ma la fisica quantistica ha il vizio di ribaltare le cose che diamo per scontate, e lo fa anche stavolta con una certa eleganza.
Uno studio condotto dai ricercatori dello Stevens Institute of Technology, in collaborazione con la Colorado State University e il NIST, ha portato a una conclusione davvero sorprendente: il tempo può esistere in uno stato di sovrapposizione quantistica. Tradotto in termini più accessibili, significa che un orologio potrebbe ticchettare contemporaneamente in modo veloce e in modo lento. Non si tratta di un errore di misurazione, né di un paradosso filosofico. È una proprietà che emerge direttamente dalla meccanica quantistica, e che sfida ciò che sembrava acquisito da oltre un secolo.
Per inquadrare meglio la portata di questa scoperta, vale la pena tornare un attimo alle basi. La teoria della relatività di Einstein ha già dimostrato che il tempo non è universale. Il modo in cui scorre dipende dalla velocità e dalla posizione di chi lo osserva. Non è un concetto nuovo, anzi: gli scienziati del NIST hanno calcolato, ad esempio, che un orologio in movimento a 10 metri al secondo per circa 57 milioni di anni finirebbe per restare indietro di 1 secondo rispetto a un orologio fermo.
Oltre Einstein: cosa cambia con la sovrapposizione temporale
Nella relatività di Einstein, il tempo rallenta o accelera a seconda delle condizioni fisiche, ma resta comunque in uno stato definito. Si muove più piano o più veloce, punto. Lo studio sulla sovrapposizione temporale quantistica introduce invece un concetto completamente diverso: il tempo potrebbe trovarsi in più stati contemporaneamente. È lo stesso principio che nella meccanica quantistica si applica alle particelle subatomiche, capaci di trovarsi in due posizioni diverse nello stesso istante, almeno finché qualcuno non le osserva.
Applicare questa logica al tempo è un salto concettuale enorme. Non si parla più soltanto di un orologio che va più lento o più veloce in base a quanto si muove nello spazio. Si parla di un orologio che fa entrambe le cose allo stesso momento. La sovrapposizione temporale quantistica non nega la relatività, ma la porta su un terreno completamente nuovo. Là dove Einstein aveva mostrato che il tempo è flessibile, questa ricerca suggerisce che può essere anche ambiguo, indefinito, multiplo.
