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Una nuova generazione di qubit ha raggiunto tempi di coerenza superiori a quelli dei record precedenti, ovvero la capacità di mantenere l’informazione quantistica intatta per periodi più lunghi. Questo parametro, chiamato coerenza quantistica, è uno dei limiti più critici per l’efficienza e l’affidabilità dei computer quantistici. Nel dettaglio, i ricercatori hanno sviluppato qubit basati su tecnologie ibride – tra semiconduttori, ioni intrappolati e circuiti superconduttivi – riuscendo a estendere il tempo di coerenza fino a vari secondi. Una durata che, fino a pochi anni fa, era impensabile. Per intenderci meglio, molti sistemi attuali restano coerenti solo per frazioni di millisecondo.
Perché la coerenza è la chiave del calcolo quantistico con i ”nuovi qubit”
A differenza del bit classico, che può assumere solo due stati (0 o 1), il qubit può esistere in una sovrapposizione di entrambi, consentendo un tipo di calcolo completamente parallelo e multidimensionale. Ma questo vantaggio si scontra con una fragilità strutturale, ossia che qualsiasi interferenza ambientale – calore, vibrazioni, campi elettromagnetici – può cancellare l’informazione quantistica in un istante. Prolungare la coerenza significa rendere i qubit più affidabili, stabili e integrabili in sistemi reali, superando il limite attuale della “proof of concept” e aprendo la strada a veri computer quantistici funzionanti su larga scala.
Con qubit più longevi, anche gli algoritmi quantistici sono più sofisticati – come quelli per la simulazione di molecole complesse, l’ottimizzazione industriale o la crittografia avanzata – e diventano finalmente implementabili. Questi risultati non implicano che il computer quantistico sia pronto per l’uso quotidiano. La scalabilità rimane uno degli ostacoli principali, poiché realizzare macchine con centinaia o migliaia di qubit coerenti e interconnessi è un traguardo ancora lontano. Inoltre, la correzione degli errori quantistici, fondamentale per qualsiasi calcolo utile, richiede enormi risorse computazionali. Ma un qubit più stabile significa meno errori da correggere – e quindi meno risorse hardware necessarie per ogni operazione.
Giganti del settore come IBM, Google e startup quantistiche stanno ora valutando l’adozione di queste nuove architetture per i loro prototipi di computer quantistici commerciali. Una corsa a metà tra fisica teorica, ingegneria estrema e visione industriale. La strada verso l’informatica quantistica di massa è ancora lunga, ma i progressi sui qubit da record segnano un punto di svolta importante per queste e tante altre aziende.
Fonte: TecnoAndroid








