La nuova monoposto di Formula E ha lasciato senza fiato anche chi di auto da corsa ne ha viste parecchie. James Rossiter, 43 anni, ex collaudatore di Formula 1 e oggi ambassador del campionato elettrico, ha descritto la prima volta al volante della Gen4 con parole che non lasciano molto spazio all’interpretazione: «Un’accelerazione brutale, pura adrenalina». E quando a dirlo è qualcuno con vent’anni di motorsport alle spalle, vale la pena prestare attenzione. La nuova generazione di monoposto è stata presentata al circuito di Le Castellet, a mezz’ora da Tolone, e debutterà nella stagione 2026/2027.
I numeri raccontano bene la portata del salto
Gen4 supera i 335 km/h di velocità massima, scatta da 0 a 100 km/h in circa 1,8 secondi e da 0 a 200 in 4,4 secondi, migliorando in modo netto la generazione precedente. La potenza in configurazione gara sale fino a 450 kW, mentre in modalità Attack Mode arriva a 600 kW: parliamo di un incremento del 71% rispetto alla Gen3 Evo attualmente in uso. È la prima Formula E a trazione integrale permanente e promette tempi sul giro fino a cinque secondi più rapidi sui circuiti cittadini. Territori prestazionali che fino a poco tempo fa sembravano francamente fuori portata per l’elettrico.
Rossiter ha insistito molto su un altro aspetto: «Gen4 rappresenterà una sfida tecnica molto stimolante per i team, avranno a disposizione sistemi ABS e configurazioni meccaniche su cui intervenire». La vettura introduce un livello di personalizzazione inedito, a partire dal torque vectoring, cioè la gestione dinamica della distribuzione della coppia tra asse anteriore e posteriore, che diventa uno strumento centrale per prestazioni e guidabilità. La Gen4, insomma, non è solo più potente: è molto più programmabile. E a proposito dell’Italia, sembrerebbero in corso trattative con tre diverse città per riportare un E-Prix nel nostro paese almeno per la stagione 2027/2028, dopo l’addio nel 2024 con le due gare di Misano.
Tecnologia che punta a uscire dalla pista
Questo spostamento verso una complessità crescente è coerente con quello che la Formula E sta diventando negli ultimi anni. Nata come laboratorio urbano e sostenibile, la serie sta progressivamente assumendo un ruolo sempre più vicino a quello della Formula 1: non tanto per copiarne il modello, quanto per diventare il punto di riferimento tecnologico dell’elettrico ad alte prestazioni. E a ricordare i tempi della Gen1, quando i piloti dovevano cambiare macchina a metà gara, sembra davvero passato un secolo. Eppure siamo solo alla dodicesima stagione.
Il tema del trasferimento tecnologico resta centrale. «L’auspicio è che possano trasferire gran parte di queste conoscenze dalla pista alle vetture stradali» ha sottolineato ancora Rossiter. Ricarica fino a 600 kW, motori ad alta efficienza, gestione avanzata dell’energia: sono tutte tecnologie pensate per avere ricadute dirette sull’automotive. La Formula E si conferma un banco di prova concreto per i costruttori, da Porsche a Jaguar, da Nissan a Stellantis, che dal prossimo anno porterà dentro Opel al posto di DS Automobiles.
Sostenibilità e numeri che contano
Accanto alla performance, la dimensione della sostenibilità assume una forma piuttosto concreta. Gen4 è progettata per essere completamente riciclabile, con almeno il 20% di materiali riciclati nei componenti principali e pneumatici composti per il 65% da materiali naturali e riciclati. Anche la batteria elimina l’uso di terre rare, un passaggio tutt’altro che banale nella filiera produttiva.
«Superare i 320 km/h prima della frenata ti cambia completamente la prospettiva, viaggi alle stesse velocità di una F1» ha raccontato Rossiter. La Formula E non sta solo migliorando: sta cercando di ridefinire il proprio posizionamento, spostandosi da categoria alternativa a piattaforma centrale del motorsport contemporaneo. D’altronde è già il quarto motorsport per attrattiva, con un’audience che Alberto Longo, co-fondatore e chief championship officer, stimava nell’ordine dei 450 milioni di spettatori attraverso tutti i canali. Dopo dodici stagioni il campionato elettrico prova a uscire definitivamente dalla fase sperimentale per entrare in quella della maturità tecnologica e dello spettacolo, con una macchina che sembra voler riscrivere certe coordinate del futuro del motorsport.
