Il tentativo di svuotare l’Endangered Species Act, la principale legge americana sulla protezione delle specie a rischio, ha incontrato un ostacolo significativo. L’amministrazione Trump e i Repubblicani al Congresso lavorano da oltre un anno per indebolire questa normativa, considerata il pilastro della conservazione ambientale negli Stati Uniti. Ma una delle operazioni più aggressive si è appena schiantata contro resistenze interne allo stesso partito.
I Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti hanno cancellato all’improvviso una votazione che era stata fissata per mercoledì, giorno della Giornata della Terra, su una proposta di legge pensata per trasformare in norma permanente molte delle mosse di Trump contro le protezioni per le specie in pericolo. Alcuni parlamentari, soprattutto quelli provenienti da zone turistiche lungo il Golfo del Messico, hanno espresso preoccupazioni sul provvedimento. “Non calpestate le mie tartarughe. Protetto significa protetto”, ha scritto sui social la deputata repubblicana della Florida Anna Paulina Luna, pochi giorni prima del voto poi saltato.
La cancellazione è arrivata settimane dopo che l’amministrazione Trump aveva emesso una controversa esenzione per le trivellazioni di petrolio e gas nel Golfo del Messico dalle misure di conservazione previste dall’Endangered Species Act.
Endangered Species Act: cosa prevede la proposta di legge e perché è considerata pericolosa
L’ESA Amendments Act, presentato dal deputato repubblicano Bruce Westerman dell’Arkansas, limiterebbe le protezioni degli habitat, imporrebbe alle agenzie federali di condurre analisi economiche e di sicurezza nazionale prima di classificare una pianta o un animale come minacciato o in pericolo. In più allungherebbe le scadenze per le decisioni di inserimento nelle liste protette e accelererebbe il processo di rimozione dalle stesse. L’ufficio di Westerman non ha risposto alle richieste di commento sulla cancellazione del voto.
L’organizzazione non profit Defenders of Wildlife ha diffuso una lettera firmata da oltre 275 organizzazioni che chiedeva ai rappresentanti di votare contro, sostenendo che il provvedimento avrebbe “dato priorità alla politica rispetto alla scienza”. Mary Beth Beetham, direttrice degli affari legislativi di Defenders of Wildlife, ha definito la cancellazione del voto un segnale chiaro: “I promotori di questa legge hanno finalmente capito che è completamente fuori sintonia con la posizione dell’opinione pubblica americana”. Ha poi aggiunto che si tratta di “una riscrittura totale dell’Endangered Species Act, e non c’è una sola disposizione nel testo che renderebbe più probabile la ripresa delle specie. Al contrario, con ogni probabilità accelererebbe il loro declino”.
Patrick Parenteau, professore emerito alla Vermont Law and Graduate School, ha offerto una lettura diversa delle resistenze interne al partito: “Non riesco a capire quanto dell’opposizione riguardi davvero la difesa dell’Endangered Species Act, e quanto invece il voler impedire le trivellazioni al largo della Florida“.
Florida al centro della disputa: turismo contro trivellazioni
Il solo ecosistema delle Everglades ospita decine di specie minacciate e in pericolo, tra cui lamantini, pantere della Florida e numerose specie di uccelli. Secondo una stima recente, quell’ecosistema contribuisce con oltre 30 miliardi di dollari all’anno all’economia locale tra immobiliare, turismo e altri settori. Ma la produzione di combustibili fossili mette a rischio questo patrimonio, secondo gli esperti.
La deputata repubblicana della Florida Kat Cammack ha dichiarato di essere preoccupata per “l’apertura di qualsiasi potenziale via alle trivellazioni nel Golfo”, considerando quanto lo Stato dipenda dall’ecoturismo, e di voler “vedere dei miglioramenti prima di essere disposta a sostenere il provvedimento”. Decine di cittadini della Florida, tra imprenditori, ambientalisti e scienziati, hanno firmato una lettera contraria alla legge: “Senza protezioni per gli habitat e la fauna selvatica, il valore economico delle nostre risorse naturali per i visitatori sarà fortemente ridimensionato”.
Dall’insediamento dell’attuale amministrazione, sono state proposte oltre 60 iniziative legislative che, secondo un monitoraggio di Defenders of Wildlife, “minerebbero l’ESA o indebolirebbero le protezioni per la fauna a rischio”. L’ESA Amendments Act è considerato il più incisivo tra tutti. Le decisioni delle agenzie federali possono essere ribaltate da un’amministrazione successiva, ed è proprio quello che fece l’amministrazione Biden dopo il primo mandato di Trump. Per questo gli esperti ritengono che le modifiche codificate dal Congresso rappresentino una minaccia ben più profonda alla sopravvivenza a lungo termine dell’Endangered Species Act. Westerman ha dichiarato di sperare che il provvedimento torni presto in aula.
