Il mondo dell’auto sta vivendo una fase di sperimentazione continua, e dalla Cina è appena arrivata una soluzione che potrebbe cambiare parecchie carte in tavola: un motore che trasforma le piattaforme full electric in ibride. Non si tratta di un semplice esercizio ingegneristico, ma di un progetto industriale sostenuto da nomi pesanti del settore automobilistico globale. Il prodotto si chiama Horse Powertrain X-Range C15 Direct Drive, ed è stato presentato al Salone di Pechino come un powertrain ibrido completo, pensato per convertire le auto elettriche in veicoli REEV con Extended Range, oppure in mild hybrid e ibride plug-in. Una sorta di ricetta alternativa che punta a coniugare efficienza e flessibilità senza costringere i costruttori a riprogettare tutto da zero.
Chi c’è dietro Horse Powertrain e perché conta
Horse Powertrain non è una startup qualsiasi. Si tratta di una joint venture divisa in parti uguali tra Renault e Geely, nata nel maggio 2024 con l’obiettivo di produrre sistemi di propulsione di nuova generazione, compresi motori a combustione interna e soluzioni ibride avanzate. La struttura industriale è tutt’altro che trascurabile: sotto il suo ombrello operano due filiali importanti. Da un lato Aurobay, ex società motoristica di proprietà del colosso cinese di Hangzhou, con attività in Svezia e Cina e circa 9.000 dipendenti. Dall’altro Horse, ex divisione propulsori di Renault, anch’essa con 9.000 lavoratori. Le attività legate a Renault hanno sede iniziale a Madrid, quelle di Geely a Hangzhou.
A rendere il quadro ancora più significativo, il 3 dicembre 2024 Aramco ha acquisito il 10% di Horse Powertrain. Il colosso saudita, punto di riferimento mondiale nel settore energetico e chimico, ha ottenuto un rappresentante nel consiglio di amministrazione. Un segnale chiaro: i progetti in cantiere vengono considerati di altissimo profilo anche da chi investe miliardi nell’energia su scala globale.
Come funziona il motore X-Range C15
Entrando nel merito tecnico, Horse Powertrain X-Range C15 è progettato per adattarsi a diverse categorie di veicoli. Nella versione aspirata può equipaggiare modelli di segmento B e C, mentre la variante turbocompressa è destinata a vetture di segmento D e a veicoli commerciali. Il cuore del sistema è un motore benzina 4 cilindri da 1,5 litri, disponibile in versione aspirata da 95 CV oppure turbo da 163 CV, accompagnato dalla trasmissione, due motori elettrici e l’elettronica di controllo.
Il funzionamento è piuttosto ingegnoso. Uno dei due motori elettrici opera come generatore, sia in modalità serie che parallelo, mentre l’altro è integrato nella trasmissione e garantisce trazione alla vettura in modo indipendente o in sinergia con il motore termico. Cosa particolarmente interessante: esiste la possibilità di sostituire un motore elettrico sull’asse posteriore senza dover stravolgere la piattaforma originale dell’auto. Questo amplia notevolmente le opzioni per i costruttori, come era già stato anticipato all’IAA 2025 con il Future Hybrid System.
Il propulsore è inoltre concepito per essere collegato a un ulteriore motore elettrico sull’asse anteriore, offrendo così anche l’alternativa della trazione integrale. Una modularità che, di fatto, permette ai produttori di trasformare le proprie piattaforme elettriche in ibride con diversi gradi di elettrificazione, senza ripartire da un foglio bianco.
