Che i contenuti generati dall’AI stiano invadendo ogni angolo del web non è più una novità. Ma quando lo strumento di rilevamento più accurato in circolazione segnala che persino i post social di Papa Leone XIV potrebbero essere stati scritti dall’AI, la faccenda assume un sapore decisamente paradossale. Soprattutto se quei messaggi parlano proprio dei rischi legati alla tecnologia.
A sollevare la questione è Pangram Labs, azienda che ha appena rilasciato una versione aggiornata della sua estensione per il browser Chrome. Con un abbonamento al piano a pagamento da circa 18 euro al mese, lo strumento analizza in tempo reale i post pubblicati su piattaforme come Reddit, X, LinkedIn, Medium e Substack, classificandoli come scritti da una persona, generati dall’AI oppure redatti con assistenza dell’intelligenza artificiale. Pangram dichiara un’accuratezza del 99,98% e un tasso di falsi positivi di appena un caso su diecimila.
Il primo campanello d’allarme è scattato su Reddit. Il 20 aprile, un account appena creato ha pubblicato un post su r/AmItheAsshole, il popolare sottoforum dove gli utenti sottopongono le proprie controversie personali al giudizio di perfetti sconosciuti. L’utente raccontava di aver rifiutato di fare da babysitter ai figli della matrigna, descrivendo tensioni familiari legate a richieste continue e senza preavviso. Il testo era breve, diretto, scritto in modo impeccabile. Le risposte erano in gran parte solidali. Peccato che, secondo Pangram, quel post fosse generato dall’intelligenza artificiale. L’utente che lo aveva pubblicato non ha mai chiarito se avesse effettivamente usato l’AI, e nel frattempo il contenuto è stato cancellato.
Papa Leone XIV, quanto è davvero affidabile lo strumento di Pangram
Nessun sistema di rilevamento è perfetto, va detto. Però Pangram è considerato tra i più coerenti e accurati da ricercatori indipendenti di diverse università. Uno studio del 2025 dell’Università di Chicago, che ha messo a confronto vari software per individuare testi generati dall’AI, gli ha assegnato il punteggio più alto, rilevando un tasso di falsi positivi quasi nullo soprattutto sui testi più lunghi. Max Spero, amministratore delegato di Pangram, spiega che il sistema della sua azienda viene addestrato anche su “esempi più difficili, più vicini al confine tra AI e umano”. E si autodefinisce, con una certa ironia, “addetto alla pulizia della fuffa”.
Secondo uno studio pubblicato questo mese da ricercatori della Stanford University, dell’Imperial College di Londra e dell’Internet Archive, già nel 2025 i testi generati almeno in parte dall’AI rappresentavano più di un terzo di tutti i nuovi siti web. Per arrivare a queste conclusioni, i team coinvolti avevano usato proprio versioni precedenti degli strumenti di Pangram.
Quando il Papa parla di AI ma i suoi post li scrive l’AI
Ed è qui che la storia diventa davvero curiosa. Analizzando l’account ufficiale di Papa Leone XIV su X, l’estensione di Pangram segnala parecchi testi come generati dall’intelligenza artificiale. Il 17 aprile l’account @Pontifex ha pubblicato un messaggio in cui si sosteneva che i cattolici “possono farsi pionieri di un nuovo umanesimo nel contesto della rivoluzione digitale”. Quel primo post risulta scritto da un essere umano. Ma i tre messaggi successivi, quelli in cui il Papa spiega come l’intelligenza artificiale plasma mentalità e strutture sociali, vengono segnalati come generati dall’AI. “Quando la simulazione diventa la norma, indebolisce la capacità umana di discernimento”, recita l’ultimo post etichettato come artificiale.
Anche altri messaggi pubblicati dal Papa, tra cui alcuni dedicati alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente o un appello per “una distribuzione più equa della ricchezza”, vengono segnalati allo stesso modo. “È chiaro che non gestisce lui il suo account Twitter”, commenta Spero. “C’è qualcuno che si occupa dei suoi social. Ma è anche evidente che l’AI viene usata, almeno in parte”. Il Vaticano non ha risposto a richieste di commento sulla questione.
Il fenomeno non si limita certo al profilo del Papa. Gli influencer con la spunta blu su X, molti autori su Medium, LinkedIn e persino Substack producono contenuti che Pangram segnala regolarmente come scritti dall’AI. Anche il messaggio dell’amministratore delegato uscente di Apple, Tim Cook, pubblicato il primo aprile per il cinquantesimo anniversario dell’azienda, risulta generato dall’intelligenza artificiale secondo la funzione di controllo manuale dell’estensione. Apple non ha risposto a richieste di commento su questo punto.
