Il mondo degli accessori tecnologici sta per cambiare passo, e stavolta la spinta arriva da un nome che molti conoscono bene. Anker ha annunciato di aver sviluppato un chip proprietario pensato per integrare funzionalità di intelligenza artificiale locale nei propri prodotti: dispositivi audio, accessori per smartphone e dispositivi IoT. Si chiama Thus, ed è stato presentato come il primo chip audio al mondo basato su una architettura neural net con calcolo diretto in memoria, una soluzione che promette di essere più compatta e più efficiente dal punto di vista energetico rispetto ai chip tradizionali.
Il concetto alla base di Thus è piuttosto interessante, anche per chi non mastica semiconduttori a colazione. Fino ad oggi, i chip dedicati all’intelligenza artificiale funzionano secondo uno schema ben preciso: il modello AI viene conservato in un’area di memoria, mentre i calcoli vengono eseguiti in un’altra. Per ogni operazione, i dati devono essere trasferiti da una parte all’altra, molte volte al secondo, generando un dispendio enorme di energia e richiedendo spazio fisico. Il CEO di Anker, Steven Yang, ha spiegato proprio questo punto, sottolineando come ogni chip AI costruito finora debba spostare tutti quei parametri avanti e indietro per ogni singola inferenza. Il risultato? Dispositivi più grandi, più caldi, più affamati di batteria.
Cosa cambia con il chip Thus di Anker
La promessa del processore Thus è quella di superare questo limite architetturale, eseguendo i calcoli direttamente dove risiedono i dati. Questo approccio, noto come compute in memory, riduce drasticamente il consumo energetico e le dimensioni del chip stesso. Per un’azienda come Anker, che produce una gamma enorme di dispositivi portatili e compatti, si tratta di un vantaggio tutt’altro che marginale. Portare capacità di elaborazione AI direttamente su cuffie, speaker, caricatori intelligenti o sensori IoT senza sacrificare autonomia o ingombro rappresenta un obiettivo ambizioso.
E la scelta di puntare sull’intelligenza artificiale locale, cioè quella che gira direttamente sul dispositivo senza dover comunicare con il cloud, è un dettaglio importante. Significa tempi di risposta più rapidi, maggiore privacy per gli utenti e la possibilità di far funzionare le funzionalità smart anche senza connessione a internet. È una direzione che diversi produttori stanno esplorando, ma vederla arrivare nel segmento degli accessori consumer a prezzi accessibili è una novità rilevante.
Le ambizioni di Anker nel settore AI
Con il lancio del chip Thus, Anker non si limita a migliorare un singolo prodotto: sta dichiarando l’intenzione di costruire un ecosistema hardware fondato sulla propria tecnologia AI. Sviluppare un chip da zero è un investimento massiccio, sia in termini economici che di competenze ingegneristiche, e segnala che l’azienda cinese vuole giocare un ruolo diverso nel mercato. Non più solo un marchio noto per caricatori e powerbank affidabili, ma un vero attore tecnologico con ambizioni nel campo del silicio personalizzato.
Il fatto che Thus sia stato progettato specificamente per dispositivi di piccole dimensioni lo rende particolarmente adatto a quel tipo di prodotti che Anker vende già in quantità enormi. Cuffie wireless, speaker portatili, telecamere di sicurezza domestica: tutti device dove lo spazio interno è limitato e ogni milliwatt di consumo conta. Portare funzionalità AI avanzate su questa categoria di prodotti, mantenendo dimensioni contenute e una buona durata della batteria, è esattamente il tipo di sfida che un’architettura compute in memory potrebbe risolvere. Steven Yang ha descritto il chip come una soluzione attraente proprio per i dispositivi più piccoli, dove i chip tradizionali non riescono a offrire prestazioni AI senza compromessi significativi.
