Quando il prezzo della memoria per PC schizza alle stelle a causa della crisi dei chip, ogni soluzione alternativa merita attenzione. Ed è proprio quello che sta succedendo: qualcuno ha trovato il modo di riutilizzare le schede di espansione Xbox Series X e Series S come unità di archiviazione esterna per il proprio computer. Non sarà il metodo più convenzionale del mondo, ma in un periodo in cui aggiornare lo storage costa cifre assurde, anche un’idea del genere può avere il suo perché.
Il punto di partenza è semplice. Le console Xbox Series X e Xbox Series S non usano SSD standard come PlayStation 5, ma soluzioni proprietarie realizzate da Seagate. Questo dettaglio potrebbe sembrare un ostacolo, eppure basta procurarsi un adattatore PCIe compatibile con lo standard CFexpress Type B dal costo contenuto per collegare la scheda di espansione Xbox direttamente al PC. La cosa sorprendente è che l’installazione si è rivelata banale: nessun driver aggiuntivo da scaricare, nessuna configurazione complicata. Basta inserire l’adattatore in uno slot PCIe x4 libero, agganciare la scheda e il sistema la riconosce senza problemi.
Prestazioni delle schede di espansione Xbox su PC: cosa aspettarsi
Ok, parliamo di numeri. I benchmark mostrano circa 1.117 MB/s in lettura sequenziale e 1.560 MB/s in scrittura. Per mettere le cose in prospettiva, queste prestazioni si collocano al di sotto di un tradizionale SSD basato sul protocollo PCIe 3.0, che ormai è considerato superato. Quindi no, non stiamo parlando di un’unità pensata per installarci giochi pesanti o per far girare applicazioni che richiedono velocità estreme di lettura e scrittura. Però c’è un altro lato della medaglia: le schede di espansione Xbox risultano comunque due o tre volte più veloci di un classico drive SATA. Questo le rende perfettamente adeguate come storage secondario per musica, foto, video e film, tutte quelle cose che occupano spazio ma non necessitano di accesso ultraveloce.
C’è un aspetto pratico da tenere presente, però. La forma fisica della scheda potrebbe creare qualche problema di ingombro all’interno del case, soprattutto in combinazione con l’adattatore. In alcuni casi potrebbe servire qualche piccolo intervento di modifica per far entrare tutto senza conflitti con gli altri componenti. Niente di drammatico, ma vale la pena verificare la compatibilità con il proprio setup prima di procedere.
Un workaround nato dalla crisi dei chip
La scoperta arriva dalla community di Reddit, dove un utente ha condiviso la propria esperienza con questo tipo di configurazione. Il contesto è quello della crisi dei chip che sta rendendo particolarmente oneroso qualsiasi aggiornamento hardware, spingendo gli appassionati a trovare soluzioni creative per sfruttare componenti già disponibili. Le schede di espansione Xbox rappresentano in questo senso un’opzione interessante, soprattutto per chi ne possiede già una magari inutilizzata dopo aver cambiato console o semplicemente dopo aver esaurito la fase di utilizzo intensivo della propria Xbox. Non si tratta ovviamente di un’alternativa che può sostituire un vero SSD NVMe di ultima generazione, ma come unità di archiviazione aggiuntiva a basso costo, nel pieno della crisi dei chip, ha sicuramente una sua logica.
