Il LiDAR a colori non esisteva fino a pochi giorni fa. Adesso sì, e potrebbe cambiare parecchio nel mondo della guida autonoma. A presentarlo è stata Hesai Technology, azienda cinese che detiene il 51% del mercato globale dei sensori LiDAR, con un annuncio che ha fatto rumore nel settore: il chip Picasso SPAD-SoC, il primo al mondo capace di integrare a livello hardware la percezione del colore insieme alla misurazione della distanza Time-of-Flight. Una roba che, detta così, sembra poca cosa. Ma le implicazioni sono enormi.
Come funziona il LiDAR e perché il colore cambia tutto
Per capire la portata di questa novità, vale la pena fare un passo indietro. Il LiDAR (Light Detection and Ranging) è quel sensore che spara impulsi laser nell’ambiente e misura il tempo che impiegano a rimbalzare sugli ostacoli, costruendo così una mappa tridimensionale di ciò che sta intorno al veicolo. Funziona benissimo al buio, non si fa fregare dall’abbagliamento e offre una risoluzione spaziale molto superiore rispetto ai radar. Ecco perché viene considerato un componente fondamentale per la guida autonoma di Livello 3 e superiori.
Il problema, fino ad oggi, era uno: i LiDAR tradizionali vedono tutto in bianco e nero. Rilevano forme e distanze, ma non i colori. Questo significa che per distinguere un semaforo rosso da uno verde, o leggere un cartello stradale, serviva per forza l’aiuto di telecamere esterne. E non tutti sono d’accordo su questa combinazione. Tesla, per esempio, ha sempre puntato solo sulle telecamere e sull’intelligenza artificiale applicata alla visione, escludendo del tutto il LiDAR. Xpeng, altro marchio cinese molto attivo sul fronte tecnologico, nel 2025 ha addirittura annunciato la rimozione del LiDAR dai nuovi modelli, preferendo sistemi guidati dall’AI.
Il chip Picasso e la piattaforma ETX di Hesai
Il LiDAR a colori di Hesai genera una nuvola di punti a sei dimensioni: le classiche coordinate spaziali XYZ più le informazioni di colore RGB, tutto su un singolo chip. Un sensore fatto così riconosce semafori, segnaletica orizzontale, cartelli e ostacoli con molta più affidabilità, senza dover dipendere da altre sorgenti visive. L’efficienza di rilevamento dei fotoni supera il 40%, il che si traduce in maggiore portata, capacità di riconoscere bersagli piccoli e prestazioni stabili anche quando c’è poca luce.
Sulla base del Picasso SPAD-SoC, Hesai ha presentato anche la piattaforma ETX, disponibile in configurazioni da 1.080, 2.160 e 4.320 linee. Per dare un’idea, parliamo di tre o quattro volte in più rispetto ai prodotti di punta attualmente sul mercato. La portata massima di rilevamento arriva a 600 metri, con riconoscimento stabile fino a 400 metri su superfici a bassa riflettività (10%). In termini pratici, il sistema è in grado di individuare un ostacolo d’acqua di 120×60 cm entro 300 metri, un piccolo animale di 60×40 cm entro 280 metri e un blocco di legno di 15×25 cm entro 150 metri.
La piattaforma ETX entrerà in produzione di serie nella seconda metà del 2026 e sarà montata su diversi modelli di fascia alta a livello globale tra il 2027 e il 2028. Hesai ha già firmato accordi di fornitura con vari costruttori, con l’obiettivo di rendere il LiDAR a colori il sensore di riferimento per i sistemi di guida autonoma di Livello 3.


