La vicenda che coinvolge Apple e l’autorità antitrust dell’India sta per arrivare a un punto di svolta. Il rifiuto dell’azienda di Cupertino di fornire i propri dati finanziari alla Competition Commission of India (CCI) nell’ambito di un’indagine antitrust ha portato alla fissazione di un’udienza finale il 21 maggio. Secondo quanto ricostruito, Apple non ha ancora presentato le informazioni richieste sui propri conti né le proprie osservazioni su un’indagine avviata nell’ottobre 2024.
Il nodo della questione riguarda l’accusa della CCI ad Apple di sfruttare la propria posizione dominante attraverso l’App Store, costringendo gli sviluppatori a utilizzare il sistema proprietario dell’azienda per gli acquisti in-app. Da parte sua, Apple ha replicato sostenendo che Android fosse il sistema operativo per smartphone più diffuso in India e che gli iPhone detenessero una quota di mercato piuttosto ridotta nel Paese. Eppure, la crescita di Apple sul mercato indiano degli smartphone è stata costante: la quota ha raggiunto il 9% nel 2025, secondo i dati di Counterpoint Research.
Una multa potenziale da record e lo scontro sui dati finanziari
Ed è proprio qui che la situazione si fa davvero calda. Nell’ultimo provvedimento della CCI si legge che Apple ha avuto numerose opportunità per presentare obiezioni o suggerimenti, eppure non ha ancora fornito le informazioni finanziarie necessarie. Questi dati sono fondamentali perché servono a calcolare l’entità di un’eventuale sanzione. Apple stessa ha fatto presente che la multa potrebbe arrivare fino a circa 34 miliardi di euro, una cifra monstre che farebbe tremare qualunque colosso tecnologico. L’azienda ha risposto al provvedimento richiamando un caso separato in cui ha contestato la legge indiana sulle sanzioni antitrust.
Questo non è il primo braccio di ferro tra Apple e il governo indiano. In passato, l’azienda si era rifiutata di preinstallare sui propri smartphone un’app statale chiamata Sanchar Saathi. In quel caso, il governo aveva poi deciso di ritirare l’obbligo per i produttori di telefoni di installare l’applicazione. Ma sull’indagine antitrust la disponibilità al compromesso sembra decisamente inferiore.
Due settimane di tempo prima dell’udienza decisiva
La CCI ha concesso ad Apple altre due settimane per depositare eventuali risposte prima della data dell’udienza finale fissata per il mese prossimo. In pratica, il tempo stringe e la finestra per trovare un accordo o quantomeno presentare la propria posizione in maniera completa si sta chiudendo rapidamente. Se Apple continuerà a non collaborare sul fronte dei dati finanziari, la commissione potrebbe procedere comunque alla determinazione della sanzione, basandosi sulle informazioni già in suo possesso. Con una potenziale multa da 34 miliardi di euro sul tavolo e un’indagine che va avanti da oltre un anno e mezzo, la posta in gioco per Apple nel mercato indiano non è mai stata così alta.
