La crescita di TSMC nel 2026 sembra non conoscere ostacoli, e il motore principale resta sempre lo stesso: la domanda legata all’intelligenza artificiale. La società taiwanese, colonna portante della filiera globale dei semiconduttori, ha rivisto al rialzo le proprie previsioni annuali, indicando numeri più alti rispetto a quanto stimato inizialmente. In sostanza, TSMC prevede ora un incremento dei ricavi superiore al 30% su base annua, andando oltre la soglia che le stime precedenti non riuscivano a superare. A questo si aggiunge la conferma di un aumento della spesa in conto capitale, destinata a posizionarsi nella fascia alta del range previsto, compreso tra circa 48 e 52 miliardi di euro.
I numeri del primo trimestre parlano chiaro. TSMC ha messo a segno un utile netto record pari a circa 16 miliardi e 900 milioni di euro, con una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo del 2025. Otto trimestri consecutivi con incremento a doppia cifra: un dato impressionante, alimentato in larghissima parte dalla fame di chip avanzati per i sistemi di intelligenza artificiale. Il CEO C.C. Wei ha ribadito come la richiesta legata all’IA resti su livelli elevatissimi, pur riconoscendo le incertezze macroeconomiche legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’azienda ha comunque scelto un approccio prudente nella pianificazione, tenendo conto dei possibili effetti sulla catena di approvvigionamento.
La produzione a 3 nanometri guida l’espansione globale
Uno dei fronti più caldi per TSMC riguarda la produzione a 3 nanometri, la tecnologia chiave per i chip di nuova generazione. L’azienda sta ampliando la propria capacità produttiva in Taiwan, Stati Uniti e Giappone, puntando ad aumentare significativamente i volumi tra il 2027 e il 2028. Sul suolo americano, in Arizona, è previsto un investimento complessivo di circa 153 miliardi di euro destinato allo sviluppo di nuovi impianti produttivi. Numeri enormi, che danno la misura di quanto TSMC stia scommettendo sulla crescita futura.
E i risultati già si vedono. Nel primo trimestre, i chip a 3 nanometri hanno pesato per circa il 25% dei ricavi complessivi. Un salto notevole, se si pensa che nel terzo trimestre del 2023 quella percentuale era ferma al 6%. Le previsioni per il trimestre in corso indicano vendite comprese tra 36 e 37 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai 28 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Valore di mercato e resilienza della catena produttiva
Questa crescente domanda di chip ad alte prestazioni ha spinto verso l’alto anche il valore di mercato di TSMC, arrivato a sfiorare i 1.580 miliardi di euro. Un dato che consolida il distacco dai principali concorrenti asiatici. Le azioni quotate a Taipei hanno registrato un incremento significativo dall’inizio dell’anno, segno evidente della fiducia degli investitori nella traiettoria dell’azienda.
Nonostante il contesto internazionale tutt’altro che semplice, TSMC ha dichiarato di avere a disposizione scorte di sicurezza per materiali critici come elio e idrogeno, oltre a una rete diversificata di fornitori. Questo dovrebbe limitare eventuali interruzioni produttive nel breve periodo, un aspetto fondamentale per un’azienda che rifornisce praticamente tutti i più grandi nomi della tecnologia mondiale.
