Un robot umanoide ha completato una mezza maratona in appena 50 minuti e 26 secondi, frantumando il record mondiale umano detenuto dall’ugandese Jacob Kiplimo, che si attesta intorno ai 57 minuti. È successo domenica 19 aprile 2026, nella zona di sviluppo economico e tecnologico di Pechino, dove è stata organizzata una gara di mezza maratona riservata ai robot umanoidi, in parallelo a quella per gli atleti in carne e ossa. Parliamo di 21 chilometri percorsi da una macchina che si muoveva in totale autonomia, senza alcun controllo remoto. Un salto enorme rispetto all’edizione precedente, quando il vincitore aveva impiegato oltre 2 ore e 40 minuti per tagliare il traguardo.
A firmare questa impresa è stata Honor, il costruttore cinese noto soprattutto per gli smartphone. Du Xiaodi, ingegnere dell’azienda, ha spiegato che la progettazione del robot si ispira direttamente alla morfologia degli atleti di alto livello, con gambe lunghe circa 95 centimetri. Un dettaglio che evidentemente ha fatto la differenza sul percorso.
Il robot autonomo batte quello telecomandato
Ed ecco il colpo di scena. Un altro robot di Honor, questa volta pilotato a distanza, ha fatto ancora meglio, chiudendo la gara in 48 minuti e 19 secondi. Eppure non è stato lui a portarsi a casa il titolo ufficiale. Le regole della competizione, infatti, premiano i robot che navigano in maniera autonoma rispetto a quelli telecomandati, attraverso un sistema di punteggio ponderato. Quindi la vittoria è andata alla versione autonoma del robot umanoide, quella che ha registrato i famosi 50 minuti e 26 secondi.
La tecnologia, però, non è ancora perfetta per tutti i partecipanti. Circa il 60% delle macchine in gara era telecomandato (il restante 40% autonomo), e durante la corsa si sono verificati diversi incidenti. Alcuni robot sono caduti già sulla linea di partenza, altri hanno finito per urtare le barriere di sicurezza. Insomma, la strada verso l’affidabilità totale è ancora lunga per buona parte dei costruttori coinvolti.
Perché far correre dei robot umanoidi
Far gareggiare queste macchine in una mezza maratona non è un semplice esercizio di spettacolo. L’obiettivo concreto è testare in condizioni reali la loro affidabilità e la gestione termica, aspetti cruciali per lo sviluppo di tecnologie che potrebbero poi trovare applicazione in ambienti industriali. La Cina ha inserito lo sviluppo dei robot umanoidi nel proprio piano nazionale 2026 al 2030, segnalando che si tratta di una priorità strategica a livello statale.
Durante la stessa gara, peraltro, un robot è stato impiegato per gestire la circolazione, orientando i partecipanti attraverso la voce e i gesti. Un esempio pratico, piccolo ma significativo, di come queste macchine stiano iniziando a occupare spazi fino a poco tempo fa riservati esclusivamente alle persone, sia nell’industria che nella vita quotidiana.
