Ha davvero dell’incredibile l’ultima truffa che si è compiuta su Amazon. A quanto pare infatti, al posto di una CPU Ryzen, nella scatola c’era solo un pezzo di plastica stampato in 3D. Una vicenda che fa riflettere su quanto possano essere vulnerabili anche le piattaforme di e-commerce più grandi del mondo, soprattutto quando si parla di prodotti ricondizionati o provenienti da resi.
Un affare troppo bello per essere vero
La storia arriva direttamente da un utente che ha condiviso tutto su Reddit, con tanto di foto e dettagli. Il protagonista aveva acquistato quello che doveva essere un Ryzen 9 9950X3D, uno dei processori più potenti attualmente in commercio, con un prezzo di listino che supera i 700 euro. Il chip è costato circa 163 euro IVA inclusa, tramite un magazzino locale di resi Amazon. Un prezzo che, già di per sé, avrebbe dovuto far suonare qualche campanello d’allarme, ma d’altra parte chi non ci proverebbe, vedendo una cifra del genere per un componente di fascia altissima?
Il problema è emerso una volta aperta la confezione. Al posto del processore AMD Ryzen vero e proprio, dentro c’era solo un involucro in plastica, realizzato con una stampante 3D. Nessun componente elettronico funzionante, niente di niente. Solo un guscio vuoto. E qui viene il bello, si fa per dire: il falso era stato rifinito con una cura quasi maniacale. Scritte, loghi e persino codici QR identici a quelli originali. Una replica talmente ben fatta da poter ingannare anche un occhio non troppo distratto. Ed è probabilmente proprio questo livello di dettaglio ad aver superato i controlli interni di Amazon, permettendo al prodotto contraffatto di tornare in vendita come se nulla fosse.
Il problema dei resi su Amazon e le truffe ricorrenti
Questa vicenda mette in luce una questione nota da tempo: le politiche di reso di Amazon sono tra le più permissive nel panorama dell’e-commerce. Una cosa che, da un lato, rappresenta un enorme vantaggio per i consumatori onesti, perché restituire un prodotto è facile e veloce. Dall’altro lato, però, apre la porta a chi vuole approfittarne. E il meccanismo è sempre lo stesso: qualcuno acquista un prodotto originale, lo sostituisce con un falso e restituisce la confezione. Se il controllo qualità non è abbastanza accurato, l’articolo contraffatto finisce nuovamente sugli scaffali virtuali, pronto per essere venduto a un ignaro acquirente.
Nel caso specifico della truffa su Amazon con la CPU Ryzen, è molto probabile che qualcuno abbia restituito la replica stampata in 3D senza che venisse identificata come tale. Il prodotto è stato quindi rimesso in vendita, e il malcapitato utente se lo è ritrovato tra le mani pensando di aver fatto l’affare della vita. Un copione già visto, purtroppo. Non è la prima volta che episodi simili emergono nel mondo dell’hardware, dove componenti costosi come processori e schede video diventano bersagli ideali per questo tipo di raggiri.
