OnePlus potrebbe davvero ridimensionare la propria presenza in Europa, e stavolta gli indizi arrivano direttamente dall’interno dell’azienda. Il clima attorno al futuro del brand, ormai sotto il controllo di Oppo, si fa sempre più incerto: tra voci di tagli alle operazioni in diversi mercati e segnali poco incoraggianti pubblicati sui social professionali, lo scenario che si delinea non è dei più rosei per chi apprezza i prodotti del marchio cinese nel Vecchio Continente.
Il post su LinkedIn che ha fatto rumore
A far discutere è stato un messaggio comparso su LinkedIn, scritto da un dipendente senior di OnePlus e poi rimosso. Nel testo si parlava di una revisione in corso della roadmap regionale e della strategia di rilascio dei prodotti destinati all’Europa. Nessuno ha parlato esplicitamente di un addio totale al mercato europeo, questo va detto. Però il dettaglio che colpisce è un altro: lo stesso dipendente ha ammesso che sia lui sia diversi colleghi stanno attivamente cercando un nuovo impiego. Ecco, non serve essere analisti navigati per capire che questo non suona esattamente come il preludio a un piano di espansione.
Il fatto che il post sia stato cancellato aggiunge un ulteriore strato di ambiguità alla vicenda. Da un lato potrebbe trattarsi di una comunicazione non autorizzata, dall’altro la rimozione non fa che alimentare i sospetti su quello che sta realmente accadendo dietro le quinte.
La crisi di identità di OnePlus dentro il gruppo BBK
Va ricordato che OnePlus stava attraversando una fase complicata già prima dell’acquisizione da parte di Oppo. Il problema di fondo è strutturale e riguarda l’intera galassia di BBK Electronics, il colosso che controlla anche Vivo, Realme e Iqoo. Con così tanti marchi sotto lo stesso tetto, la sovrapposizione tra le proposte commerciali è diventata sempre più evidente. I prodotti OnePlus e quelli Oppo, in particolare, si somigliano parecchio: stessa piattaforma software, specifiche tecniche molto vicine, fasce di prezzo che spesso si accavallano. La domanda sorge spontanea: che senso ha mantenere due brand praticamente gemelli senza una differenziazione reale e convincente?
Il rischio, a questo punto, è che OnePlus venga progressivamente svuotato di autonomia e ridotto a un marchio secondario, utile magari solo in alcuni mercati specifici. Le voci che arrivano dall’India sembrano confermare questa direzione: lì l’azienda avrebbe già sostanzialmente abbandonato le vendite nei negozi fisici, puntando esclusivamente sul canale online. Un segnale che, letto insieme a quanto emerge dall’Europa, racconta una strategia di ridimensionamento su scala globale.
