I pedaggi autostradali rappresentano una voce di spesa tutt’altro che trascurabile per chi si muove in Italia. Nel 2025, la cifra complessiva sborsata dagli automobilisti ha raggiunto i 9,9 miliardi di euro, un numero che fa riflettere sulla centralità delle autostrade nella vita quotidiana del Paese. Il dato emerge dalla ricerca “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, condotta dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano con UnipolMove come main partner. E c’è un altro elemento che salta subito all’occhio: l’88% delle transazioni ai caselli avviene ormai tramite sistemi di telepedaggio, quel meccanismo introdotto in Italia nel 1990 che consente di attraversare le barriere senza fermarsi, pagando in automatico. Una crescita costante, quella del telepedaggio, che ha trasformato il comparto autostradale nel più maturo dal punto di vista della digitalizzazione tra tutti quelli presi in esame dallo studio.
I 9,9 miliardi di euro in pedaggi autostradali confermano comunque una crescita più contenuta rispetto agli anni del rimbalzo successivo alla pandemia. La tendenza, insomma, si sta stabilizzando, ma il volume resta imponente.
Non solo autostrade: parcheggi, strisce blu e trasporto pubblico sempre più digitali
Il quadro che emerge dalla ricerca va ben oltre i pedaggi autostradali. I parcheggi in struttura, come garage e parcheggi coperti, hanno superato 1,3 miliardi di euro con un incremento del 7% rispetto al 2024. Anche la sosta sulle strisce blu è cresciuta, arrivando a 795 milioni (+2%). Ed è proprio questo segmento a mostrare la trasformazione più impressionante nei metodi di pagamento: dal 2019 al 2025, la quota di transazioni digitali è schizzata dall’8% al 41%. Un balzo reso possibile soprattutto dalla diffusione delle app dedicate e dal rinnovamento dei parcometri.
Nel trasporto pubblico locale il mercato tocca i 4,1 miliardi di euro. Qui i pagamenti digitali sono passati dall’11% del 2019 al 44% del 2025, trainati dalle carte contactless e dalle soluzioni Tap&Go. Anche il settore dei taxi registra numeri in salita, con un mercato da 1,53 miliardi e una quota di pagamenti digitali cresciuta dal 15% al 39%. La sharing mobility, invece, vive una fase più selettiva: crescono bike sharing e scooter sharing, mentre il noleggio di monopattini rallenta, complici anche le nuove normative in vigore.
Per quanto riguarda i trasporti a medio e lungo raggio, il digitale è ormai la norma, con una penetrazione tra il 72% e il 73% negli acquisti online. Il trasporto aereo ha registrato una crescita del 5% con 230 milioni di viaggiatori, il settore ferroviario un +3%, mentre gli autobus a medio e lungo raggio hanno messo a segno la performance migliore con un +6%.
Pedaggi autostradali 2026: aumenti in media dell’1,5%
Con l’arrivo della primavera e poi dell’estate, la spesa autostradale è destinata a farsi sentire ancora di più. Dal 1° gennaio 2026 le tariffe autostradali sono aumentate in media dell’1,5%, per effetto dell’adeguamento all’inflazione programmata. Nella pratica, il rincaro si traduce nella maggior parte dei casi in 10 o 20 centesimi in più a tratta, con punte superiori al 2% su alcune tratte del Nord Italia. Una maggiorazione che va a sommarsi al peso del caro carburanti, rendendo ogni spostamento in autostrada un po’ più salato rispetto all’anno precedente.
