La nuova funzionalità Personal Intelligence sta per cambiare il modo in cui milioni di persone interagiscono con l’app Gemini, ma c’è un grosso problema: chi vive in Europa, per ora, non potrà utilizzarla. Google ha annunciato il rollout globale di questa funzione dopo il lancio avvenuto negli Stati Uniti a marzo, e la notizia ha un sapore agrodolce per gli utenti del vecchio continente, tagliati fuori da una delle novità più interessanti degli ultimi mesi nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il concetto dietro Personal Intelligence è piuttosto semplice da capire, anche se la tecnologia che lo rende possibile non lo è affatto. In pratica, Gemini ottiene la capacità di accedere ai dati che Google già possiede su ciascun utente per offrire risposte molto più mirate, personalizzate e utili. Niente di completamente nuovo come idea, certo, ma l’implementazione promette di fare un salto di qualità notevole rispetto a quello che si era visto finora.
Come funziona Personal Intelligence e cosa cambia davvero
La funzionalità è stata progettata per attingere a una serie di servizi Google che la maggior parte delle persone usa quotidianamente: Gmail, Calendar, Drive, le app di Workspace, Google Foto, YouTube, Ricerca e Maps. Personal Intelligence raccoglie informazioni da tutte queste fonti e le utilizza per costruire risposte su misura, senza che l’utente debba ogni volta fornire contesto aggiuntivo o spiegare da capo le proprie esigenze.
Per capire meglio, vale la pena guardare qualche esempio concreto. Chi sta cercando una borsa da abbinare a un capo di abbigliamento appena acquistato riceverà suggerimenti basati sugli acquisti recenti, sui marchi preferiti e sullo stile personale. Gemini, grazie a Personal Intelligence, terrà conto anche dei dettagli più piccoli.
Altro scenario interessante: durante uno scalo in aeroporto, se si ha bisogno di mangiare qualcosa, il sistema è capace di mostrare suggerimenti che considerano i cibi preferiti dell’utente, i gate di arrivo e partenza, il tempo necessario per raggiungere i vari ristoranti a piedi e quanto tempo resta prima dell’imbarco sul volo successivo. Un livello di personalizzazione che va ben oltre la semplice raccomandazione generica.
E poi c’è un caso d’uso che in tanti apprezzeranno: se si ha un problema tecnico con un prodotto comprato di recente e non si ricorda nemmeno il nome esatto del dispositivo, basta descrivere il problema. Personal Intelligence recupera automaticamente la ricevuta d’acquisto dalle email, identifica il modello preciso e fornisce istruzioni specifiche per risolvere il guasto. Tutto senza dover cercare manualmente tra decine di email o scontrini digitali.
Disponibilità e controllo sui dati personali
Il team di Google ha tenuto a sottolineare un aspetto che, viste le premesse, era inevitabile finisse sotto i riflettori: gli utenti mantengono sempre il pieno controllo su quali app Personal Intelligence può consultare. È possibile decidere caso per caso cosa rendere accessibile e cosa no, un dettaglio non trascurabile quando si parla di una funzione che, di fatto, legge email, foto e cronologia di navigazione.
Per quanto riguarda chi può già provare la novità, Personal Intelligence è disponibile da subito per gli abbonati Google AI Plus, Pro e Ultra. Gli utenti con account gratuito dovranno invece attendere ancora qualche settimana prima di poterla utilizzare. L’Europa, come detto, resta per il momento esclusa dal rollout, senza che Google abbia indicato una tempistica precisa per l’arrivo della funzione nei paesi europei.
