La critica più ricorrente verso I Simpson è sempre la stessa, da anni: la serie non sarebbe riuscita a mantenere il livello qualitativo delle prime stagioni. È un ritornello che chiunque segua anche solo di sfuggita il dibattito sulle serie animate ha sentito almeno una volta. Eppure Matt Groening, il creatore dello show più longevo della televisione americana, ha una posizione piuttosto chiara sulla questione e non è esattamente quella che ci si aspetterebbe.
Groening considera la percezione del calo di qualità una questione fondamentalmente soggettiva, legata ai gusti personali di chi guarda. Non si tratta, a suo dire, di un dato oggettivo misurabile, ma di un modo diverso di rapportarsi a uno show che va avanti da decenni. In fondo, chi è cresciuto con le prime stagioni de I Simpson porta con sé un bagaglio emotivo enorme, fatto di ricordi, nostalgia e aspettative che nessuna nuova puntata potrà mai soddisfare completamente. E questa è una dinamica che riguarda praticamente qualsiasi prodotto seriale di lunga durata.
Una questione di gusti, non di numeri
Le critiche alla serie non sono certo una novità. Da almeno quindici anni, una parte consistente della fanbase accusa I Simpson di aver perso smalto, di non essere più in grado di produrre episodi memorabili come quelli dell’epoca d’oro. Alcuni puntano il dito sulla scrittura, altri sulla direzione narrativa, altri ancora sul fatto che certi personaggi abbiano perso la loro complessità originaria. I motivi, insomma, variano da persona a persona.
Matt Groening non ignora queste voci. Però le colloca in un contesto preciso: quello del gusto personale. La risposta del creatore de I Simpson a chi sostiene che la serie sia peggiorata è essenzialmente questa, non c’è un metro universale per stabilire quando uno show comico funziona e quando no. Quello che fa ridere una generazione non necessariamente funziona per un’altra, e viceversa.
È un punto che ha una sua logica, va detto. Uno show che conta ormai un numero impressionante di stagioni attraversa inevitabilmente fasi diverse, cambi di tono, evoluzioni stilistiche. Pretendere che ogni singolo episodio regga il confronto con i migliori momenti delle prime annate è quantomeno irrealistico. Ma è anche vero che il dibattito sulla qualità de I Simpson resta uno dei più accesi e sentiti nel panorama delle serie televisive, segno che lo show continua a generare discussione e coinvolgimento.
Un dibattito che non si chiuderà facilmente
La posizione di Groening non metterà certo a tacere i detrattori. Chi ritiene che I Simpson abbiano perso la loro magia continuerà a pensarlo, e chi invece apprezza anche le stagioni più recenti avrà ora un argomento in più dalla propria parte. Il fatto che il creatore stesso definisca la questione come soggettiva è un modo elegante per non entrare nel merito delle singole critiche, ma anche per riconoscere che il pubblico ha tutto il diritto di avere opinioni divergenti.
Resta il fatto che I Simpson rappresentano un fenomeno culturale senza precedenti nella storia della televisione animata. Poche serie possono vantare una longevità simile, e ancora meno riescono a restare al centro del dibattito pubblico dopo così tanto tempo. Che si tratti di una serie in declino o di uno show che si è semplicemente trasformato nel tempo, la risposta di Matt Groening suggerisce che non esiste una verità assoluta: dipende tutto da chi guarda, da quando ha iniziato a guardare e da cosa cerca in una puntata de I Simpson.
