Apple ha deciso di cambiare le carte in tavola per chi utilizza la sua suite di produttività su Mac. Pages, Keynote e Numbers nella loro versione classica non sono più disponibili sul Mac App Store: le tre app storiche sono state rimosse in modo silenzioso, e adesso l’unica variante scaricabile è quella compatibile con Apple Creator Studio. Una mossa che non ha fatto rumore, ma che cambia parecchio per chi lavora quotidianamente con questi strumenti.
Cosa è successo e perché le versioni classiche sono sparite
Per capire il contesto, bisogna fare un passo indietro. Quando Apple Creator Studio ha fatto il suo debutto, la scelta dell’azienda di Cupertino era stata piuttosto particolare: su iPhone e iPad le app esistenti erano state semplicemente aggiornate, mentre su Mac era stato deciso di mantenere in parallelo sia le versioni classiche che quelle nuove. Un doppio binario che aveva generato parecchia confusione tra gli utenti, costretti a capire quale versione stessero effettivamente usando e quali funzionalità fossero incluse in ciascuna.
Ora quella fase di convivenza è finita. Pages, Keynote e Numbers nella loro forma tradizionale non compaiono più nel Mac App Store per chi le cerca da zero. Chi le aveva già scaricate in passato, però, non resta completamente a bocca asciutta: le app risultano ancora nella cronologia acquisti e possono essere riscaricate da lì. Ma per tutti i nuovi utenti, la strada è una sola, ed è quella che passa per la versione legata ad Apple Creator Studio.
Gratis sì, ma con qualche asterisco
La notizia che probabilmente interessa di più a chi usa queste app tutti i giorni è questa: Pages, Keynote e Numbers restano gratuite. Non serve sottoscrivere alcun abbonamento a Creator Studio per accedere alla stragrande maggioranza delle funzioni. Quindi niente panico, almeno per ora.
C’è però un dettaglio che non passa inosservato. Le nuove versioni delle tre app includono degli inviti a sottoscrivere il piano a pagamento di Creator Studio, pensati per sbloccare le funzionalità esclusive riservate agli abbonati. È il classico schema freemium che ormai si vede un po’ ovunque nel mondo delle app, ma che Apple, fino a poco tempo fa, applicava con molta più discrezione ai propri software. Vedere questo tipo di approccio all’interno di strumenti che sono sempre stati percepiti come completamente gratuiti e “puliti” da sollecitazioni commerciali rappresenta un cambio di passo abbastanza evidente.
Resta il fatto che la transizione è già avvenuta e che, per chi si affaccia oggi al Mac App Store cercando Pages, Keynote o Numbers, l’unica opzione disponibile è quella integrata con Apple Creator Studio, con il suo mix di funzioni gratuite e contenuti riservati a chi paga.
