Mentre mezza industria videoludica abbraccia l’intelligenza artificiale per tagliare costi e velocizzare la produzione, Phantom Blade Zero va controcorrente con una dichiarazione che ha fatto parecchio rumore: nessuna IA generativa ha toccato i contenuti del gioco. Nemmeno un pixel, nemmeno una riga di dialogo. Tutto fatto da mani umane, punto.
A dirlo è Qiwei Liang, CEO dello studio cinese S-Game, conosciuto nella community con lo pseudonimo “Soulframe”. Il messaggio, pubblicato sull’account X ufficiale del gioco, è stato piuttosto chiaro: “Ogni singolo contenuto del nostro gioco è stato realizzato con le mani di artisti in carne e ossa. Non utilizzeremo tecnologie AI visive che potrebbero alterare l’intenzione creativa originale dei nostri artisti.”
Una presa di posizione forte, soprattutto se si considera che diversi publisher di primo piano stanno già implementando o almeno valutando soluzioni generative per la creazione di testi, texture e asset secondari. S-Game, invece, ha scelto la strada opposta. E non si è limitata alle parole.
Scansioni reali, spade forgiate e doppiaggio completo in due lingue
La filosofia dietro Phantom Blade Zero si traduce in scelte produttive concrete, e anche piuttosto ambiziose. I modelli dei personaggi sono stati costruiti a partire da scansioni 3D degli attori reali del cast, per garantire un livello di fedeltà che difficilmente si ottiene anche con le pipeline più avanzate. Il doppiaggio è stato realizzato sia in cinese che in inglese, con lip sync completo per entrambe le lingue. Una scelta che dimostra quanto S-Game tenga alla qualità dell’esperienza anche per il pubblico occidentale.
E poi c’è un dettaglio che fa alzare le sopracciglia: le armi usate nelle sessioni di motion capture sono state forgiate da veri spadai, prima di essere portate sul set. Roba da produzioni cinematografiche di fascia alta, non esattamente la norma nel mondo dei videogiochi.
L’ispirazione wuxia, quel genere narrativo cinese che mescola arti marziali, filosofia e ambientazioni storiche, permea anche la costruzione degli ambienti. Il team ha effettuato sopralluoghi e scansioni di location reali in tutta la Cina: dalle sale ancestrali del Fujian ai borghi antichi dello Zhejiang, fino alle vecchie acciaierie di Pechino. Questi spazi sono stati rielaborati dagli artisti per creare quella che lo studio chiama un’identità visiva “Kungfupunk”. Le mappe di gioco, poi, sono state disegnate a mano con pennelli cinesi tradizionali su carta di riso, da artisti provenienti dalla Central Academy of Fine Arts.
Data di uscita e piattaforme: Phantom Blade Zero arriva il 9 settembre
Sul fronte commerciale, Phantom Blade Zero è atteso su PS5 e PC tramite Steam e l’Epic Games Store, con data di uscita fissata al 9 settembre. Lo studio ha confermato che tutte le risorse disponibili sono attualmente concentrate per portare ogni aspetto del gioco al massimo livello possibile, con lo sviluppo ormai in dirittura d’arrivo.
Il posizionamento di S-Game nel dibattito sull’IA generativa pesa eccome nella conversazione che attraversa tutta l’industria. Mentre studi come Ubisoft o alcune divisioni di EA hanno esplorato strumenti AI per vari aspetti della produzione, la scelta di Phantom Blade Zero rappresenta un contrappunto significativo, soprattutto per un titolo d’azione single player in cui l’identità artistica è parte integrante dell’esperienza.
Liang ha chiuso la sua dichiarazione sottolineando come S-Game non abbia semplicemente assunto sviluppatori per costruire un prodotto, ma abbia messo insieme un team appassionato con l’obiettivo di realizzare qualcosa di cui ogni membro potesse sentirsi profondamente orgoglioso.
