La variante Covid Cicada, nota anche come BA.3.2, sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Ma prima di tutto, vale la pena chiarire un punto fondamentale: secondo le evidenze attuali fornite dall’OMS, il rischio complessivo per la salute pubblica è considerato basso. Detto questo, non significa che vada ignorata. Gli esperti segnalano infatti che questa variante possiede un’elevata capacità di eludere le difese immunitarie, e proprio qui sta il motivo per cui se ne parla tanto.
I dati disponibili fino ad ora raccontano una storia tutto sommato rassicurante. La variante Covid Cicada non ha mostrato prove di causare forme più gravi della malattia rispetto alle altre varianti Omicron già in circolazione. Nelle aree dove è stata individuata non si sono registrati aumenti significativi nei ricoveri ospedalieri né nei decessi. Un altro elemento che aiuta a ridimensionare l’allarme: rispetto ad altre varianti dominanti, Cicada mostra una capacità di crescita inferiore, il che significa che la sua diffusione procede più lentamente del temuto.
Eppure, c’è un aspetto che tiene gli specialisti con le antenne dritte. Cicada appartiene alla famiglia Omicron e presenta tra le 70 e le 75 mutazioni correlate ai ceppi di coronavirus utilizzati per sviluppare i vaccini autunnali. Tradotto in parole semplici: il sistema immunitario potrebbe fare fatica a riconoscerla e a bloccarla in modo efficace. A spiegarlo è il dottor William Schaffner, esperto di malattie infettive e professore di medicina preventiva presso il Vanderbilt University Medical Center, che ha dichiarato: “Permangono incertezze sull’efficacia con cui l’immunità acquisita tramite il vaccino, o persino quella derivante da infezioni precedenti, ci proteggerà da questa variante”.
I sintomi della variante Covid Cicada secondo il CDC
Secondo quanto riportato dal Centers for Disease Control and Prevention, i sintomi più comuni associati alla variante Covid Cicada ricalcano in larga parte quelli già noti delle precedenti ondate. Si parla di febbre o brividi, tosse, respiro corto o difficoltà respiratorie, mal di gola, congestione o secrezione nasale. A questi si aggiungono la perdita del senso del gusto o dell’olfatto, stanchezza e affaticamento, dolori muscolari e al corpo, mal di testa, nausea, vomito e diarrea.
Nulla di particolarmente nuovo sul fronte dei sintomi, dunque. E il fatto che la variante Cicada non sembri provocare una malattia più severa rispetto alle altre versioni Omicron è certamente un dato positivo. Però attenzione a non abbassare troppo la guardia. Sono passati alcuni anni dalla fase più acuta della pandemia di Coronavirus, quella che aveva costretto tutti a restare chiusi in casa, e la percezione del rischio si è inevitabilmente affievolita. Ma come ha precisato lo stesso Schaffner: “Il COVID è ancora tra noi. Non dobbiamo pensare che sia scomparso in alcun modo”.
