Il caro benzina sta pesando sulle tasche di chiunque usi l’auto con una certa regolarità. Con la benzina oltre gli 1,7 euro al litro e il gasolio che ha superato stabilmente i 2,1 euro al litro, il costo di ogni spostamento è aumentato parecchio. Tanto che la domanda sorge quasi spontanea: non sarebbe meglio passare a una city car elettrica? Una di quelle compatte, non troppo care, che si ricaricano alla presa invece di dipendere dal distributore?
Per provare a dare una risposta concreta, è stato messo a confronto il costo chilometrico di tre auto. BYD Dolphin Surf, che rappresenta la city car elettrica accessibile; Fiat Pandina Hybrid, la più venduta tra le city car a benzina; e Volkswagen Golf 2.0 TDI 115 CV, la compatta diesel di riferimento. I calcoli partono dai prezzi medi dei carburanti e dell’elettricità aggiornati al 10 aprile 2026, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per il confronto sono stati presi i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale. Ovvero 1,789 euro al litro per la benzina e 2,181 euro al litro per il gasolio. Per l’elettricità il discorso è più articolato, perché il costo della ricarica cambia tantissimo a seconda che avvenga a casa o alle colonnine pubbliche. La ricarica domestica con un contratto standard da 3kW costa in media 0,28 euro per kWh, cifra che sale a 0,34 euro con impianti più potenti. Chi dispone di un impianto fotovoltaico da 3 kW scende a circa 0,20 euro per kWh, e con un impianto da 7 kW dotato di batterie di accumulo si arriva addirittura a 0,10 euro. La ricarica pubblica, invece, parte da 0,50 euro per kWh e può toccare 0,75 euro sulle colonnine fast e ultra fast.
Caro benzina: quanto costa muoversi per 10.000 km all’anno
Il cuore del confronto sta nella spesa annua per percorrere 10.000 km, che è la media degli automobilisti italiani secondo l’Istat. Per tutte e tre le auto sono stati usati i consumi combinati dichiarati in base al ciclo WLTP, un parametro standard uguale per tutti.
Fiat Pandina Hybrid, con un consumo di 4,9 litri per 100 km, costa 877 euro all’anno di carburante. Volkswagen Golf 2.0 TDI, che dichiara 4,4 litri per 100 km, arriva a 960 euro. Già qui si nota una cosa interessante: il diesel, nonostante consumi meno, costa di più per via del prezzo al litro del gasolio.
E la city car elettrica? BYD Dolphin Surf, con un consumo di 15,5 kWh per 100 km, presenta cifre decisamente diverse. Con la ricarica domestica standard da 3 kW la spesa annua è di 434 euro, praticamente dimezzata rispetto alle rivali a combustione. Con un impianto più potente si sale a 527 euro, che resta comunque ben al di sotto. Chi ha pannelli solari da 3 kW spende 310 euro, e con un impianto fotovoltaico grande e batterie di accumulo già ammortizzate si scende a 155 euro. In pratica, quasi otto volte meno rispetto a chi viaggia a benzina o gasolio.
La convenienza dell’auto elettrica però si assottiglia, o scompare del tutto, se la ricarica avviene sempre alle colonnine pubbliche. In quel caso la spesa annua per BYD Dolphin Surf sale a 775 euro, e raggiunge 1.163 euro se si usano esclusivamente le colonnine fast o ultra fast in corrente continua.
Cosa non è incluso nei calcoli e altri vantaggi da considerare
Va detto che questi conteggi riguardano esclusivamente la spesa per il “pieno”, senza includere bollo, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria. Non sono stati considerati nemmeno i prezzi di acquisto delle tre vetture. BYD Dolphin Surf 30 kWh Active parte da 19.790 euro, Fiat Pandina 1.0 Hybrid da 15.950 euro e Volkswagen Golf 2.0 TDI da 34.700 euro. Né si tiene conto della svalutazione nel tempo.
Esistono poi vantaggi fiscali e di circolazione riservati alle auto elettriche: incentivi all’acquisto previsti in alcune regioni e province, esenzione o riduzione del bollo, accesso libero alle ZTL (comprese Area B e Area C a Milano) e parcheggio gratuito sulle strisce blu in diverse città. Tra i fattori che restano fuori dall’analisi c’è anche l’incertezza legata al prossimo scadere del taglio delle accise e alla grande variabilità dei prezzi del petrolio, che potrebbe influenzare in futuro anche il costo dell’elettricità.
