Il cosiddetto Q Day potrebbe arrivare prima di quanto chiunque avesse previsto, e questo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza digitale globale. Con questo termine si indica quel momento preciso in cui un computer quantistico diventerà abbastanza potente da scardinare i sistemi crittografici che oggi proteggono praticamente tutto: comunicazioni, transazioni bancarie, dati sensibili, infrastrutture critiche. Due studi recenti hanno lanciato un allarme che non può essere ignorato, perché suggeriscono che quel giorno potrebbe arrivare con meno risorse del previsto.
Per capire la portata della questione, vale la pena fare un passo indietro. I sistemi di crittografia attuali funzionano perché i computer tradizionali impiegherebbero un tempo astronomico per decifrare le chiavi che proteggono le informazioni. Si parla di migliaia, a volte milioni di anni di calcolo. Il punto è che un computer quantistico non ragiona come un computer classico. Sfrutta principi della meccanica quantistica per elaborare una quantità enorme di possibilità in parallelo, e questo cambia completamente le regole del gioco. Quando una macchina del genere raggiungerà una potenza sufficiente, quei muri crittografici che oggi sembrano invalicabili diventeranno di carta.
Perché il Q Day potrebbe arrivare prima del previsto
Il fatto nuovo, e preoccupante, è che secondo le ricerche più recenti servirebbero meno risorse computazionali di quanto si pensava per raggiungere quel livello critico. Fino a poco tempo fa, la comunità scientifica riteneva che ci volessero computer quantistici con milioni di qubit stabili per rappresentare un pericolo reale. Ora quel numero sembra essere in discussione. E non si tratta di speculazioni teoriche: sono studi che hanno rivisto al ribasso le stime precedenti, accorciando la distanza tra il presente e il Q Day.
Questo significa che il tempo a disposizione per preparare le difese si sta restringendo. La crittografia post quantistica, cioè quell’insieme di algoritmi progettati per resistere anche agli attacchi di un computer quantistico, esiste già in fase di sviluppo e standardizzazione. Ma il passaggio dai laboratori all’adozione su larga scala non è qualcosa che si possa fare dall’oggi al domani. Stiamo parlando di aggiornare protocolli che sono alla base di internet, dei sistemi bancari, delle comunicazioni governative e militari. Un’operazione colossale che richiede anni.
C’è poi un aspetto che rende la situazione ancora più urgente. Anche se il Q Day non fosse domani, esiste una strategia nota come “raccogli ora, decifra dopo”. In pratica, attori malevoli possono intercettare e archiviare dati crittografati oggi, in attesa di avere un giorno la capacità quantistica per decifrarli. Questo vuol dire che informazioni sensibili trasmesse adesso potrebbero essere vulnerabili in futuro, anche se al momento sembrano perfettamente protette.
