La crisi della memoria non accenna a rientrare, e Framework lo dice chiaro: i prezzi di RAM e SSD sono destinati a crescere ancora nel corso del 2026. L’azienda, nota per i suoi laptop modulari e riparabili, ha pubblicato un aggiornamento mensile in cui delinea uno scenario tutt’altro che rassicurante per chi sperava in un’inversione di tendenza sul fronte dei componenti. Il messaggio è diretto e senza troppi giri di parole: i costi di approvvigionamento stanno aumentando e questo si riflette inevitabilmente sui listini.
Framework ha già iniziato a ritoccare i prezzi verso l’alto per le configurazioni con SSD ad alta capacità e per quelle che richiedono quantità significative di RAM. Non si tratta di aumenti speculativi o di strategie commerciali aggressive, ma della conseguenza diretta di una catena di fornitura sotto pressione, dove il costo delle memorie continua a salire a monte. Chi produce hardware e chi lo vende si trova, in sostanza, costretto a trasferire almeno una parte di questi rincari al consumatore finale.
Un momento di tregua, ma niente di più
C’è però un piccolo spiraglio. Nell’ultimo aggiornamento mensile, Framework segnala che i prezzi hanno raggiunto una sorta di plateau, una fase di stabilizzazione temporanea. Questo significa che, almeno per il momento, la corsa al rialzo si è presa una pausa. Attenzione però a non confondere una pausa con un’inversione di rotta. L’azienda stessa chiarisce che si tratta di un sollievo parziale e probabilmente transitorio: le previsioni per i mesi a venire restano orientate verso ulteriori aumenti.
La situazione riguarda in modo particolare le memorie DRAM e le memorie NAND Flash, ovvero i due componenti fondamentali che determinano il costo di RAM e SSD. Quando i prezzi di queste materie prime salgono, tutto il settore ne risente. Non solo i laptop Framework, ovviamente, ma l’intero ecosistema di PC, notebook e dispositivi che dipendono da questi componenti. Framework, però, ha il merito di comunicare queste dinamiche in modo trasparente, cosa che non tutti i produttori fanno con la stessa franchezza.
Cosa sta succedendo davvero nel mercato delle memorie
La crisi delle memorie non è nata ieri. Da diversi trimestri il settore fa i conti con una combinazione di fattori che tiene i prezzi sotto pressione al rialzo: domanda sostenuta, capacità produttiva che fatica a tenere il passo e dinamiche di mercato che rendono difficile prevedere quando si tornerà a condizioni più favorevoli per gli acquirenti. Framework, aggiornando mensilmente la propria community, offre una fotografia abbastanza affidabile di come si muovono i costi reali.
Il fatto che l’azienda stia già adeguando i listini per le configurazioni con più RAM e con SSD di taglio maggiore è un segnale concreto. Chi sta pensando di acquistare un laptop con 32 o 64 GB di memoria, oppure con un SSD da 2 TB o più, deve mettere in conto che i prezzi di oggi potrebbero sembrare convenienti rispetto a quelli dei prossimi mesi. Non è allarmismo, è semplicemente quello che i dati di mercato suggeriscono.
Framework continua a monitorare la situazione e promette di aggiornare gli utenti con cadenza regolare. L’ultimo report mensile, quello che segna il plateau dei prezzi, rappresenta una boccata d’aria, ma l’orizzonte del 2026 resta segnato da una tendenza rialzista che non sembra destinata a esaurirsi a breve.
