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Apple chiede lo stop alle restrizioni App Store fino al verdetto della Corte Suprema

Apple chiede di congelare le regole attuali dell'App Store fino al pronunciamento della Corte Suprema nella storica causa con Epic Games.

scritto da Felice Galluccio 07/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Apple chiede lo stop alle restrizioni App Store: la mossa che cambia tutto - Apple App Store Corte
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La causa Epic Games contro Apple entra in una fase potenzialmente decisiva. Apple ha infatti annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte Suprema degli Stati Uniti per rimettere in discussione le restrizioni sulle commissioni App Store e la sentenza di oltraggio alla corte che ha subito nell’ambito di questa lunghissima disputa legale.

In un documento depositato il 3 aprile, Apple ha chiesto alla Corte d’Appello del Nono Circuito di bloccare temporaneamente il procedimento che avrebbe affidato al tribunale distrettuale della California settentrionale il compito di stabilire una commissione ragionevole da applicare agli sviluppatori per gli acquisti effettuati tramite link presenti nelle app. Il timore di Apple è piuttosto concreto: il tribunale distrettuale potrebbe fissare una commissione, e poi la Corte Suprema potrebbe ribaltare completamente la sentenza, costringendo a ulteriori stravolgimenti.

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La proposta di Apple è che l’attuale sistema resti così com’è fino a quando la Corte Suprema non si sarà espressa. Al momento gli sviluppatori possono inserire nelle proprie app dei link verso opzioni di acquisto esterne all’App Store, senza che Apple applichi alcuna commissione su quegli acquisti. Apple vorrebbe mantenere questa situazione, evitando di dover fare più cambiamenti strutturali alla propria piattaforma. Va detto che non è ancora stata presentata formalmente la petizione alla Corte Suprema, e non c’è alcuna garanzia che venga accettata. Nel 2024 sia Apple che Epic Games avevano già chiesto alla Corte Suprema di intervenire, ma la richiesta era stata respinta. Stavolta Apple intende concentrarsi sull’aspetto relativo all’oltraggio alla corte, e la possibilità che la Corte Suprema accetti di esaminare il caso non è da escludere del tutto.

Una vicenda legale che si trascina dal 2021

Per capire il contesto bisogna tornare ad aprile 2025, quando Apple fu giudicata colpevole di aver violato un’ingiunzione del 2021. Quell’ingiunzione, emanata dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers, imponeva ad Apple di consentire agli sviluppatori di indirizzare i clienti verso opzioni di acquisto sul web tramite link nelle app. La causa originale con Epic Games era stata in gran parte vinta da Apple, che non fu ritenuta responsabile di monopolio. Tuttavia la giudice ordinò di allentare le regole cosiddette “anti steering” sui link.

Apple si adeguò solo parzialmente. Introdusse nuove regole per l’App Store ma ridusse le commissioni in modo marginale: dal 15/30% si passò al 12/27% per gli acquisti tramite link web. Tra la commissione ancora elevata e le spese per i sistemi di pagamento di terze parti, quasi nessuno sviluppatore scelse di aggiungere quei link. Epic Games accusò Apple di applicare “commissioni ingiustificate” e chiese al tribunale di verificare la conformità all’ingiunzione. Il risultato fu che Apple venne dichiarata in “violazione intenzionale”, e la giudice Gonzalez Rogers vietò qualsiasi commissione sui link.

Apple fece immediatamente appello, eliminando però le commissioni sui link nell’aprile 2025. A dicembre 2025 la Corte d’Appello emise una sentenza mista: confermò la violazione dell’ingiunzione ma mise in discussione la severità della risposta, suggerendo che Apple dovrebbe poter applicare una commissione ragionevole e affidando al tribunale distrettuale la definizione dell’importo.

Cosa potrebbe succedere adesso

Apple spera che la Corte Suprema faccia ciò che la Corte d’Appello non ha fatto, cioè annullare del tutto la sentenza del tribunale distrettuale. Nella sua strategia legale, Apple intende contestare sia la sentenza di oltraggio alla corte sia la portata dell’ingiunzione, sostenendo che questa non dovrebbe estendersi a tutti gli sviluppatori a livello nazionale, ma solo a quelli collegati a Epic Games. Uno dei punti centrali riguarda la distinzione tra lo “spirito” e il “testo letterale” dell’ingiunzione: Apple ritiene di non poter essere condannata per oltraggio quando l’ingiunzione originale non conteneva indicazioni specifiche sulle commissioni.

Se la Corte d’Appello accoglierà la richiesta di Apple, l’udienza per la determinazione della commissione verrà sospesa fino alla decisione della Corte Suprema. Se invece la sospensione non verrà concessa, il tribunale distrettuale avvierà il processo di calcolo della commissione mentre Apple contemporaneamente presenterà la petizione alla Corte Suprema.

appleCorte SupremaEpic Games
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Felice Galluccio
Felice Galluccio

Appassionato di tecnologia ed elettronica in generale così come dello sport. Scrivere mi migliora la giornata, questo è il lavoro che amo! Never stop learning!

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