Un progetto governativo sensibile come l’app ufficiale della Casa Bianca finisce al centro di una polemica piuttosto surreale. Il motivo? Lo sviluppatore coinvolto nella sua realizzazione, Joel Kendall, ha una vita online decisamente fuori dall’ordinario, fatta di video sugli UFO, merchandising a tema alieni e contenuti che spaziano dal paranormale fino a ipotesi che definire estreme è un eufemismo. Fra queste, una in particolare ha fatto alzare più di un sopracciglio: la teoria secondo cui dei nazisti sarebbero fuggiti a bordo di dischi volanti.
Kendall, oltre al suo lavoro tecnico, produce da tempo contenuti legati alle teorie del complotto. Video su YouTube, post sui social, perfino gadget e merchandising dedicati a fenomeni paranormali e all’esistenza degli alieni. Una seconda attività che fino a poco tempo fa non aveva attirato grande attenzione, ma che adesso, emersa pubblicamente, ha generato un certo imbarazzo. Soprattutto considerando dove lavora: la Casa Bianca, appunto. E il fatto che il progetto a cui contribuisce è di natura istituzionale, il che rende tutto ancora più delicato.
Il dibattito sulla selezione nei progetti digitali istituzionali
La questione ha riacceso un dibattito che non è affatto nuovo, ma che stavolta ha trovato un caso concreto su cui appoggiarsi. Quanto dovrebbe contare ciò che una persona pubblica sui propri profili social, quando quella stessa persona è coinvolta in progetti digitali governativi? La domanda è legittima, e non riguarda solo Joel Kendall. Riguarda i criteri di trasparenza e selezione applicati a chiunque abbia accesso ai palazzi del potere, anche in veste tecnica.
Perché sì, lo sviluppatore dell’app della Casa Bianca non è un politico e non ricopre un ruolo decisionale in senso stretto. Ma lavora comunque su un progetto sensibile, e la sua attività parallela legata a UFO, alieni e teorie complottiste pone quantomeno delle domande sulla due diligence con cui vengono scelti i collaboratori esterni.
Contenuti rimossi e account disattivati: la reazione di Kendall
La reazione dello sviluppatore, una volta esplosa la polemica, è stata piuttosto rapida. Kendall ha rimosso alcuni dei contenuti più discussi dalla sua presenza online. Fra questi, il video su YouTube intitolato “I nazisti sono fuggiti su un UFO?” e un altro in cui sfidava il pubblico a dimostrargli che gli alieni non esistono, con tanto di slogan provocatorio. Ha anche cancellato da X il post che rimandava al primo di questi video.
Ma non si è fermato qui. Gli account sui social media collegati al suo nome d’arte, “Sir Storia”, sono stati disattivati o eliminati del tutto. Una mossa che sembra pensata per contenere i danni d’immagine, ma che inevitabilmente ha finito per amplificare l’attenzione mediatica sul caso. Quando qualcuno cancella in fretta i propri contenuti online, l’effetto è spesso l’opposto di quello sperato: il gesto stesso diventa notizia.
Joel Kendall resta comunque coinvolto nel progetto dell’app della Casa Bianca, e al momento non sono emerse dichiarazioni ufficiali da parte dell’amministrazione sulla vicenda. Quello che è certo è che il suo doppio profilo, da sviluppatore istituzionale e da creatore di contenuti sugli UFO e teorie complottiste, ha sollevato un polverone che difficilmente si esaurirà con la semplice rimozione di qualche video da YouTube.
