TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home Informatica e Sistemi Operativi
News

LibreOffice perde 30 sviluppatori: cosa sta succedendo

La fondazione TDF revoca la membership a oltre 30 sviluppatori "Collabora", tra cui sette dei dieci contributori più attivi sul codice core del progetto.

scritto da Manuel De Pandis 06/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
LibreOffice
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
22

La crisi che sta investendo LibreOffice non è una semplice divergenza tecnica. È qualcosa di molto più profondo. The Document Foundation (TDF), la fondazione tedesca che governa la suite open source nata nel 2010 dalle ceneri di OpenOffice.org, ha revocato in blocco la membership a oltre 30 sviluppatori affiliati a Collabora Productivity. Il provvedimento è stato confermato ufficialmente il 1° aprile 2026, e no, non si tratta di uno scherzo. Tra gli esclusi, secondo quanto dichiarato da Collabora, ci sarebbero sette dei dieci contributori più prolifici ancora attivi sul codice core del progetto.

Per capire quanto pesi questa decisione bisogna ricordare come funziona LibreOffice. La governance è comunitaria, formalizzata dopo la scissione da Oracle, e si regge su un modello dichiaratamente meritocratico, basato sul contributo tecnico. Quello che sta succedendo ora rappresenta uno dei momenti più critici della storia del progetto: non tanto per i numeri, quanto per il livello di esperienza che viene tagliato fuori dai processi decisionali.

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Secondo Italo Vignoli, tra i fondatori di TDF, la rimozione deriva dall’applicazione delle nuove Community Bylaws. Le norme prevedono una clausola chiara: i dipendenti di aziende coinvolte in dispute legali attive con TDF non possono mantenere lo status di membri. Lo scopo ufficiale è evitare conflitti di interesse, già emersi in passato quando alcune decisioni sarebbero state influenzate da logiche aziendali più che comunitarie. Attenzione però: la misura non implica un’esclusione tecnica. Il codice di LibreOffice resta accessibile, chiunque può contribuire nel rispetto della licenza MPL. Quello che viene meno è la possibilità di partecipare a votazioni e nomine. Tradotto: chi sviluppa non governa più.

Le accuse di Collabora e lo scontro sulla governance

Michael Meeks, CEO di Collabora e figura storica del progetto, ha dipinto un quadro decisamente più complesso. Secondo la sua ricostruzione, la fondazione avrebbe progressivamente ridotto il peso degli sviluppatori nella governance, favorendo personale non tecnico e dipendenti interni. Alcune scelte vengono giudicate incoerenti sul piano tecnico: ad esempio il recupero di codice precedentemente abbandonato per far ripartire lo sviluppo di LibreOffice Online, che Collabora interpreta come un tentativo di competere direttamente con Collabora Online.

Le contestazioni non si fermano qui. Meeks ha sollevato anche questioni economiche e legali, citando procedimenti contro ex membri volontari del board che sarebbero stati finanziati attraverso le donazioni degli utenti, e una gestione discutibile del marchio LibreOffice. Collabora sostiene che alcuni contributori sarebbero stati contestati formalmente per l’uso del brand, mentre altre violazioni sarebbero rimaste ignorate. Tutto questo, secondo Meeks, ha deteriorato i meccanismi di fiducia interna.

Un dato che pesa parecchio: diversi fondatori storici hanno già abbandonato la membership TDF negli ultimi anni. Tra quelli ancora attivi, molti risultano oggi impiegati direttamente dalla fondazione e non coinvolti nello sviluppo del codice core. Un cambiamento che, secondo il numero uno di Collabora, altera la distribuzione delle competenze nei livelli decisionali. TDF respinge queste critiche, sottolineando che la crescita delle donazioni e l’assunzione di sviluppatori rappresentano un rafforzamento del progetto. Le nuove regole sarebbero quindi una misura di protezione istituzionale, anche per tutelare lo status no profit dell’organizzazione.

Il piano B di Collabora: una suite alternativa più snella

Parallelamente alla polemica, Collabora ha annunciato una nuova direzione tecnica. Il piano prevede la creazione di una versione alternativa della suite per l’ufficio, più leggera e focalizzata, sviluppata su una base di codice semplificata. Tra le scelte tecniche annunciate: eliminazione di componenti legacy, rimozione della dipendenza da Java, riduzione delle configurazioni di build e adozione di un toolkit interamente web based. Per i clienti esistenti, il prodotto Collabora Office Classic garantisce continuità con cicli di supporto dichiarati fino a 3 anni. Il nuovo ramo punta invece a iterazioni più rapide e a una maggiore coerenza architetturale.

La situazione richiama la scissione originaria da OpenOffice.org. Anche allora, questioni di governance, controllo e direzione tecnica portarono alla nascita di LibreOffice. Oggi lo scenario sembra ripetersi, con ruoli invertiti: una fondazione che consolida il controllo e un attore industriale che cerca autonomia progettuale. Nonostante il clima teso, entrambe le parti lasciano formalmente aperta la porta alla collaborazione. TDF ribadisce che i contributi restano benvenuti; Collabora, dal canto suo, afferma che continuerà a contribuire quando sarà opportuno.

Collaboragovernancelibreofficeopen sourceTDF
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

Articolo precedenti
Google Pixel 9 al minimo storico su Amazon: -50% con caricatore incluso
prossimo articolo
La caccia a Gollum: Aragorn non sarà più Viggo Mortensen

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • GWM ORA 5: test estremi sulle strade italiane prima del debutto

    14/05/2026
  • Mythos di Anthropic analizza curl: un solo bug reale trovato

    14/05/2026
  • Rally di Portogallo: un carro attrezzi invade la prova speciale in gara

    14/05/2026
  • Gemini Intelligence: Samsung potrebbe lanciarli con Z Fold8 e Z Flip8

    14/05/2026
  • Porsche 911: un brevetto riporta in vita il motore raffreddato ad aria

    14/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home