OpenAI ha annunciato l’acquisizione di TBPN, acronimo di Technology Business Programming Network, uno show in diretta streaming dedicato al mondo della tecnologia e del business che qualcuno ha già paragonato alla ESPN del settore tech. Una mossa che arriva in un momento piuttosto particolare per l’azienda guidata da Sam Altman, reduce da settimane di apparente riorganizzazione interna: l’abbandono del generatore di video Sora e l’accantonamento a tempo indefinito della cosiddetta “modalità adulti” di ChatGPT. Insomma, dopo aver tagliato quelle che internamente chiamavano “side quest”, OpenAI ha deciso di tuffarsi nel mondo dei media.
TBPN manda in onda uno show di tre ore, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 14 (ora del Pacifico), in streaming su YouTube e X. Lo show viene trasmesso dall’Ultradome, uno studio dentro un lotto cinematografico di Hollywood. Il formato ricorda quello dei grandi programmi sportivi americani: due conduttori dietro un grande desk che discutono, analizzano e commentano le notizie più rilevanti su intelligenza artificiale, crypto, startup e industria della difesa. I due fondatori e conduttori, Jordi Hays e John Coogan, hanno ospitato nomi del calibro di Sam Altman, Mark Zuckerberg di Meta, Satya Nadella di Microsoft, l’imprenditore Mark Cuban e Marc Benioff di Salesforce. Lo show conta circa 70.000 spettatori giornalieri e sembra destinato a generare più di 28 milioni di euro di ricavi nel corso di quest’anno.
Perché OpenAI ha comprato uno show televisivo
La motivazione ufficiale dell’acquisizione la spiega Fidji Simo, CEO del deployment AGI di OpenAI, in un messaggio condiviso con i dipendenti. Simo ha parlato della volontà di “creare uno spazio per una conversazione reale e costruttiva sui cambiamenti generati dall’intelligenza artificiale”. Ma non solo: l’azienda voleva anche sfruttare le capacità di marketing di TBPN. “Hanno una percezione molto precisa di dove sta andando il settore, le loro idee su comunicazione e marketing hanno fatto davvero colpo su di noi”, ha scritto Simo.
Lo stesso Hays ha riconosciuto in una dichiarazione che lo show è stato spesso “critico” nei confronti dell’industria dell’IA. “Dopo aver conosciuto Sam e il team di OpenAI, quello che ci ha colpito di più è stata la loro apertura al feedback e la volontà di fare le cose per bene”, ha detto Hays. “Passare dal commento a un impatto reale su come questa tecnologia viene distribuita e compresa a livello globale è incredibilmente importante per noi.”
Il nodo dell’indipendenza editoriale
La questione che in molti si sono posti è piuttosto ovvia: TBPN potrà davvero continuare a dire quello che pensa, anche quando questo significa criticare il proprio proprietario? Simo ha assicurato che OpenAI vuole che lo show mantenga la propria indipendenza editoriale. “TBPN continuerà a gestire la propria programmazione, scegliere i propri ospiti e prendere le proprie decisioni editoriali. Questo è alla base della loro credibilità, ed è qualcosa che stiamo esplicitamente proteggendo come parte di questo accordo”, ha dichiarato.
Altman stesso ha rilanciato su X, definendo TBPN il suo “show tech preferito” e aggiungendo con un certo umorismo: “Non mi aspetto che ci trattino con più riguardo, e sono sicuro che farò la mia parte per garantirlo con qualche decisione stupida ogni tanto.”
Non tutti però si sono mostrati convinti. L’acquisizione ha generato critiche sui social, con voci come quella di David Sirota, giornalista e fondatore della testata investigativa The Lever, che ha scritto su X: “I reporter che fanno giornalismo di responsabilità vengono falciati dai licenziamenti di massa e sono ormai quasi estinti, mentre i bersagli delle loro inchieste stanno dando centinaia di milioni di dollari ai commentatori.”
TBPN sarà sotto la supervisione di Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, entrato nell’azienda nell’ottobre 2024. Lehane ha un passato alla Casa Bianca durante la presidenza di Bill Clinton, dove gestì tra le altre cose le indagini Whitewater e Lewinsky, e ha lavorato come portavoce del vicepresidente Al Gore. Ha anche fondato il super PAC pro crypto Fairshake e collaborato con Airbnb nella battaglia contro le regolamentazioni sugli affitti.
