Il primo chip cerebrale commerciale arriva dalla Cina, e segna un momento storico per il settore delle interfacce cervello-computer. Mentre il mondo guarda con attenzione ai progressi di Neuralink, l’azienda di Elon Musk che ha già operato diversi pazienti con risultati incoraggianti, è il dispositivo chiamato Neo a tagliare per primo il traguardo della commercializzazione. Dopo mesi di sperimentazioni, le autorità cinesi hanno dato il via libera alla vendita di questo impianto, progettato specificamente per aiutare le persone paralizzate a recuperare parte dell’autonomia nei movimenti quotidiani.
A sviluppare Neo è stata Neuracle Medical Technology, e la promessa è di quelle che fino a pochissimo tempo fa sembravano fantascienza pura. Il sistema funziona attraverso l’inserimento nel cranio di un piccolo chip, grande più o meno quanto una moneta, che viene poi collegato a una serie di elettrodi posizionati nell’area del cervello responsabile del controllo motorio. Quando il paziente immagina un gesto, per esempio afferrare un oggetto, il segnale neurale viene intercettato e tradotto da un computer in un comando reale. Quel comando viene poi eseguito da una protesi robotica: può trattarsi di un braccio o di un guanto meccanico, che si muove di conseguenza.
Oltre trenta pazienti testati senza effetti collaterali rilevanti
I numeri parlano già di una fase piuttosto avanzata. Oltre trenta persone hanno utilizzato il dispositivo durante i test clinici, e nessuna ha segnalato effetti collaterali rilevanti. Per chi ha perso completamente la capacità di movimento, anche le azioni più basilari diventano conquiste enormi: afferrare utensili, gestire piccoli oggetti. Sono gesti semplici per la maggior parte delle persone, ma per chi convive con una paralisi rappresentano un cambio di vita radicale. Con ulteriori sviluppi, il sistema potrebbe arrivare a gestire azioni sempre più complesse. Per ora, l’autorizzazione all’impianto del chip cerebrale riguarda soggetti tra i 19 e i 60 anni, con paralisi causata da lesioni del midollo spinale o del collo.
C’è un aspetto che vale la pena sottolineare. Se in Europa e negli Stati Uniti tecnologie simili sono fortemente rallentate da vincoli legislativi, e persino Neuralink non ha ancora ottenuto un via libera commerciale definitivo, la Cina si muove con una velocità diversa. Il governo cinese ha messo nero su bianco un piano per costruire un’industria competitiva a livello globale nel settore delle interfacce cervello-computer nel giro di cinque anni.


