Chi ha giocato Returnal sa bene quanto quel titolo sapesse essere spietato. Una morte al momento sbagliato poteva significare perdere tutto, ricominciare da capo, e magari lanciare il controller contro il muro. Nonostante questo, il gioco è stato un successo enorme, una delle esclusive più importanti su PS5, amato dalla critica e da una fetta consistente di pubblico. Eppure, una parte di giocatori non è mai riuscita a digerire del tutto quel livello di punizione. Ed è proprio da qui che parte Saros, il nuovo progetto sci-fi di Housemarque, atteso per il 30 aprile.
Lo studio finlandese sembra aver ascoltato con attenzione quei feedback. Saros non rinuncia alla sfida, che resta un elemento fondamentale del DNA di Housemarque, ma introduce una serie di meccaniche pensate per rendere l’esperienza meno frustrante senza sacrificare la tensione. Il concetto chiave è quello di progressione persistente: a differenza di Returnal, dove la morte poteva cancellare quasi ogni conquista, in Saros una parte dei progressi ottenuti viene conservata anche dopo un game over. Questo significa che ogni tentativo, anche quello finito male, porta comunque qualcosa a casa. Un approccio che cambia radicalmente il rapporto con il fallimento.
Accessibilità e sfida possono convivere
La filosofia dietro Saros sembra ruotare attorno a un’idea semplice ma potente: un gioco può essere difficile senza risultare ingiusto. Le nuove opzioni di accessibilità introdotte dallo studio vanno esattamente in questa direzione. Non si tratta di banalizzare il gameplay o di offrire una modalità facile nel senso tradizionale del termine, quanto piuttosto di dare ai giocatori strumenti per calibrare l’esperienza sulle proprie esigenze. Qualcosa che negli ultimi anni sta diventando sempre più comune nell’industria, e che Housemarque abbraccia con convinzione.
Il fatto che Saros mantenga la struttura da sparatutto in terza persona con elementi roguelike non deve trarre in inganno: la sfida resta centrale. Ma il modo in cui viene gestita la curva di difficoltà promette di essere molto diverso. Chi vuole un’esperienza brutale potrà comunque averla, mentre chi preferisce godersi la narrativa e l’ambientazione sci-fi senza sbattere la testa contro un muro per ore avrà finalmente delle alternative concrete.
Cosa aspettarsi dal lancio di Saros
Con un’uscita fissata al 30 aprile, Saros arriva in un periodo in cui PS5 ha bisogno di nuove esclusive forti per mantenere vivo l’interesse della community. Housemarque ha dimostrato con Returnal di saper costruire mondi affascinanti e gameplay che tiene incollati allo schermo, e le premesse di Saros suggeriscono uno studio che ha imparato dai propri errori, o quantomeno dalle critiche ricevute. La progressione persistente e le opzioni per ridurre la frustrazione non sono solo trovate di design: rappresentano una presa di posizione chiara su come un gioco impegnativo possa evolversi per accogliere un pubblico più ampio.
