Il taglio delle accise sui carburanti non si ferma: il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che estende la misura fino al 1° maggio 2026, guadagnando così oltre tre settimane rispetto alla scadenza originariamente prevista. Una decisione che era abbastanza attesa, va detto, ma che porta con sé anche qualche elemento interessante da analizzare.
L’obiettivo dell’Esecutivo è chiaro: provare a tenere sotto controllo i prezzi dei carburanti, che continuano a salire a causa della guerra in Medio Oriente e della conseguente impennata del costo del petrolio. Il ministro dell’economia ha dichiarato che il provvedimento “tampona la situazione fino al 1° maggio”, specificando anche un dettaglio non secondario: se lo scenario internazionale non dovesse migliorare, la manovra comporterà una deroga sui vincoli di bilancio e sul tetto del 3% del deficit. Insomma, si naviga a vista, cercando di limitare i danni per automobilisti e trasportatori.
Quanto si risparmia davvero con il taglio delle accise
Il taglio delle accise su benzina e diesel vale 24,4 centesimi al litro. Sembra tanto, e in effetti lo è, ma non è bastato a impedire rincari significativi. I numeri parlano piuttosto chiaro: secondo i calcoli di Facile.it, la spesa degli italiani per i carburanti è cresciuta di ben 470 milioni di euro rispetto a febbraio. Di questi, circa 97 milioni riguardano la benzina e circa 372 milioni il diesel, che resta il carburante più colpito dall’aumento dei prezzi del petrolio grezzo.
Questo significa che, nonostante il taglio delle accise, il pieno costa comunque di più rispetto a qualche mese fa. Il provvedimento frena la corsa, certo, ma non la blocca del tutto.
I prezzi alla pompa oggi in Italia
Per capire quanto si spende concretamente, ecco i prezzi aggiornati secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana.
La benzina in modalità self service si attesta a 1,758 euro al litro, mentre al servito sale a 1,893 euro al litro. Il diesel costa decisamente di più: 2,084 euro al litro al self service e 2,215 euro al litro al servito. Il GPL resta l’opzione più economica con 0,699 euro al litro. Il metano si posiziona a 1,490 euro al chilo in modalità self service e a 1,565 euro al chilo al servito.
Il diesel, come si nota, ha superato abbondantemente la soglia dei 2 euro al litro anche nella modalità self service, una cifra che pesa particolarmente su chi utilizza l’auto per lavoro e sulle aziende di autotrasporto. Il prolungamento del taglio delle accise fino al primo maggio 2026 è quindi una boccata d’ossigeno, per quanto temporanea e legata all’evolversi della situazione geopolitica in Medio Oriente.
