Freelander torna a far parlare di sé, e questa volta non come semplice modello nella gamma Land Rover, ma come marchio a sé stante. Chi ha vissuto la fine degli anni Novanta ricorda bene quel SUV compatto che conquistò mezza Europa: lanciato nel 1997, prodotto nello stabilimento di Solihull, disponibile in tre varianti (cinque porte station wagon, tre porte soft top con tetto in tela apribile e tre porte hard top con tetto rigido asportabile). Il livello di personalizzazione era uno dei suoi punti di forza, tra adesivi, kit estetici e fari supplementari. Il successo fu travolgente: premio Car of The Year 1998 dal magazine inglese What Car?, e titolo di 4×4 più venduta nel Vecchio Continente per i primi cinque anni dalla messa in commercio. Era pratica in città, comoda e capace di affrontare un fuoristrada leggero senza troppe pretese. La linea, ancora oggi tra le più riuscite nel segmento, ha fatto scuola. Ora, a circa dieci anni dall’uscita di scena della Freelander II, arriva una nuova serie. Ma con una differenza sostanziale: la produzione avverrà nello stabilimento di Changshu, in Cina, e senza il badge Land Rover sul cofano.
Le linee della Concept 97: robustezza e proporzioni da grande SUV
Per dare vita alla nuova Freelander è stata avviata una stretta collaborazione tra Land Rover e il gruppo cinese Chery. Da questa alleanza nasce un fuoristrada che punta a ridefinire il concetto di lusso elettrificato. La Freelander Concept 97, firmata da Gerry McGovern, ex chief creative officer di JLR, insieme ai centri stile di Gaydon e Shanghai, sfoggia una struttura robusta e squadrata che richiama l’Evoque. La silhouette è muscolosa, con un tetto piatto e un posteriore a taglio verticale che comunica solidità in ogni dettaglio. L’avantreno è tipicamente Land Rover, con fari geometrici a tre livelli e una griglia orizzontale a scomparsa. Il logo Freelander compare nel retrotreno, sotto il lunotto. Le dimensioni parlano chiaro: oltre 510 cm di lunghezza e un passo superiore ai 300 cm, numeri da SUV pensato per tutta la famiglia, con spazio e comfort ai massimi livelli.
Dotazione futuristica tra chip Qualcomm, Huawei e batterie CATL
Il modello definitivo di Freelander è previsto per la seconda metà del 2026 e la Concept 97 ne anticipa le caratteristiche principali. La piattaforma è la T1X di Chery, un’architettura modulare e flessibile che in questa configurazione adotta un sistema a 800 volt per tempi di ricarica record. La tecnologia a bordo è impressionante: il sistema di guida assistita Qiankun ADS 4.1, supportato da un Lidar a 896 linee, garantisce una percezione dell’ambiente circostante ai vertici della categoria. La collaborazione con Huawei porta un livello di intelligenza di bordo e potenza di calcolo fuori scala. Freelander Concept 97 sarebbe tra le prime vetture al mondo a montare il chip Qualcomm Snapdragon 8397, capace di triplicare le prestazioni CPU e GPU rispetto alla generazione precedente.
L’abitacolo è strutturato come un salottino a sei posti, con configurazione 2+2+2, sedile posteriore “zero gravity” e un set di display flottanti di ultima generazione. Presente anche il sistema i ATS (intelligent All Terrain System), sviluppato con Huawei, che coordina ammortizzatori predittivi e tre blocchi dei differenziali per garantire prestazioni su qualsiasi superficie. La batteria “Freevoy“, realizzata in partnership con CATL, è progettata per l’uso all terrain e protetta da rivestimenti polimerici ad alta resistenza agli urti. La capacità di assorbire potenze fino a 360 kW permette soste brevissime alle colonnine ultra fast. Le motorizzazioni saranno diverse: oltre alla variante full electric, ci sarà spazio per la plug in e una ad autonomia estesa (EREV).
