La crisi carburanti potrebbe cambiare radicalmente le abitudini di milioni di europei. Anche se al momento non si parla di una vera emergenza, il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha lanciato un avvertimento tutt’altro che generico durante un Consiglio informale con i ministri responsabili dell’Energia dei Paesi membri. Il messaggio è stato diretto: bisogna prepararsi a una possibile interruzione prolungata del commercio energetico internazionale, e farlo in fretta.
La sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Unione europea, per il momento, resta garantita. Questo è il dato di fatto. Ma Jørgensen ha voluto mettere le mani avanti, e lo ha fatto con una lettera indirizzata ai 27 ministri dell’eurozona in cui il tono è parecchio esplicito. Prepararsi a qualsiasi scenario, anche quello peggiore: una fase di austerity più o meno lunga che inevitabilmente avrebbe ricadute sulla vita quotidiana di tutti. Non è allarmismo fine a sé stesso, quanto piuttosto un invito ai governi a non farsi trovare impreparati. Soprattutto, il commissario ha posto l’accento sulla promozione di misure di risparmio dal lato della domanda, con un focus molto chiaro sul settore dei trasporti.
Limiti di velocità ridotti, meno viaggi e smart working: cosa propone Jørgensen
Le misure suggerite dal commissario europeo per affrontare la crisi carburanti non sono vaghe dichiarazioni di intenti. Si parla di cose molto concrete. Tra le proposte figurano la limitazione degli spostamenti e dei voli non necessari, il ricorso allo smart working dove possibile, la riduzione di dieci chilometri all’ora dei limiti di velocità sulle autostrade. Poi ancora: incentivare il trasporto pubblico e il car sharing, introdurre la circolazione dei mezzi privati a targhe alterne, promuovere pratiche di guida più efficienti.
È un pacchetto di indicazioni che, se messo in pratica dai singoli Paesi, cambierebbe parecchio la quotidianità. Niente di mai visto, certo. Chi ha qualche anno in più ricorderà che misure simili sono state adottate in passato durante altre crisi energetiche. Ma il contesto attuale rende tutto più delicato, e le parole di Jørgensen nella lettera ai ministri pesano: “Anche se domani tornasse la pace, non torneremo comunque alla normalità nel prossimo futuro”.
Un quadro energetico europeo che resta fragile
Quella frase chiude il cerchio su una preoccupazione che non riguarda solo il breve periodo. La crisi carburanti non è un fenomeno passeggero legato a un singolo evento, e il commissario europeo lo ha detto senza troppi giri di parole. Anche nello scenario più ottimistico, il ritorno a una situazione di normalità sul fronte energetico non è dietro l’angolo. I governi europei sono chiamati a prendere atto di questa realtà e a muoversi di conseguenza, mettendo in campo strategie che vadano oltre la semplice gestione dell’emergenza. La promozione delle misure di risparmio sul lato domanda, con particolare attenzione al settore dei trasporti, rappresenta per Jørgensen il primo passo concreto che ogni Paese membro dovrebbe valutare seriamente.
