Dopo anni di rinvii e problemi tecnici, la missione Artemis II è finalmente pronta al decollo. L’umanità sta per tornare oltre l’orbita terrestre, avvicinandosi alla Luna per la prima volta dopo decenni. Il conto alla rovescia è partito e la tensione, comprensibilmente, è altissima.
Il lancio è programmato non prima delle 00:24 ora italiana del 2 aprile dal Kennedy Space Center in Florida. La finestra operativa durerà circa due ore, il che significa che eventuali piccoli slittamenti non comprometteranno necessariamente la partenza nella stessa notte. A spingere la missione ci penserà lo Space Launch System, un razzo alto quasi cento metri che rappresenta il veicolo più potente mai costruito dalla NASA per il trasporto di equipaggio. In cima al razzo si trova la capsula Orion, dotata di tutti i sistemi di supporto vitale necessari per tenere al sicuro chi si troverà a bordo.
E chi ci sarà, esattamente? Quattro astronauti: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Saranno loro a inaugurare questa nuova stagione di viaggi lunari, sempre più ambiziosi. Attenzione però: Artemis II non prevede un allunaggio vero e proprio. Si tratta piuttosto di una ricognizione attorno al nostro satellite naturale, un passaggio fondamentale prima di missioni più complesse. Il viaggio complessivo durerà circa dieci giorni e porterà l’equipaggio a percorrere oltre 1,1 milioni di chilometri tra andata e ritorno.
Le fasi della missione Artemis II dopo il decollo
Una volta completato il decollo, la capsula Orion entrerà nell’orbita terrestre e comincerà a compiere diverse orbite attorno al pianeta. La distanza verrà aumentata in modo progressivo, e questa fase servirà come banco di prova cruciale per tutta una serie di sistemi di bordo. Non si tratta solo di andare e tornare: ogni singolo componente deve funzionare alla perfezione, dal supporto vitale alle comunicazioni a lunga distanza, passando per i sistemi di navigazione.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il fatto che durante la missione verrà eseguita anche una dimostrazione di pilotaggio manuale da parte dell’equipaggio. Questo elemento è tutt’altro che secondario, perché le future missioni Artemis richiederanno manovre sempre più precise in prossimità della superficie lunare, e verificare la capacità degli astronauti di intervenire direttamente sui comandi rappresenta un test chiave.
Artemis II segna dunque il primo volo con equipaggio del programma Artemis della NASA, un programma che punta a riportare esseri umani sulla Luna e, in prospettiva, a costruire una presenza stabile nelle sue vicinanze. La missione precedente, Artemis I, aveva compiuto lo stesso percorso ma senza astronauti a bordo, fungendo da test per il razzo e la capsula. Ora tocca alle persone, e la differenza non è da poco.
Chi volesse seguire il lancio potrà farlo in diretta nelle ore notturne italiane del 2 aprile, tenendo conto che la finestra di lancio di circa due ore lascia un margine per eventuali ritardi dell’ultimo momento legati a condizioni meteo o verifiche tecniche finali al Kennedy Space Center.
