La vicenda dei cimiteri digitali in Italia entra in una nuova fase. Il Tribunale di Milano ha deciso di sospendere le prescrizioni che il Garante Privacy aveva imposto ad Aldilapp, la piattaforma che consente di rendere omaggio ai defunti attraverso un’applicazione per smartphone. La società STUP1, che gestisce il servizio nel nostro Paese, aveva ricevuto una sanzione il mese scorso dall’Autorità per aver raccolto troppe informazioni. Ora, però, l’attuazione di quelle misure è stata rinviata e la questione verrà affrontata nel merito.
Da parte di STUP1 è arrivato un commento che esprime soddisfazione per la decisione del Tribunale, sottolineando come la sospensione delle prescrizioni consenta finalmente di discutere il tema in modo approfondito, in un ambito nuovo che ha bisogno di regole chiare. Il servizio di Aldilapp, è bene precisarlo, è sempre rimasto attivo durante tutto il periodo della controversia.
Come funziona Aldilapp e cosa contesta il Garante
Il punto critico sollevato dal Garante Privacy riguarda il modo in cui l’applicazione utilizza i database comunali per creare automaticamente i profili digitali dei defunti. Questi profili vengono generati di default, senza una richiesta specifica da parte dei familiari, e permettono poi agli utenti di pubblicare dediche, accendere ceri virtuali visibili a tutti e, in generale, interagire con una sorta di spazio commemorativo digitale. La piattaforma integra anche proposte di tipo commerciale, come la fornitura di fiori e il servizio di pulizia delle tombe.
È proprio questa commistione tra servizi istituzionali e funzionalità di tipo social e commerciale, tutto racchiuso in un’unica piattaforma, ad aver fatto scattare l’allarme dell’Autorità. Una cosa è offrire un servizio legato alla memoria dei defunti, un’altra è farlo attingendo in modo automatico a dati pubblici e affiancando proposte commerciali senza una separazione netta.
STUP1 ribadisce che lo sviluppo del sistema è avvenuto nel pieno rispetto dei principi del GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. La società difende la legittimità del proprio operato e ha presentato ricorso formale.
Prossima udienza fissata per giugno 2026
Il Tribunale di Milano, nel valutare il ricorso, ha ritenuto che sussistessero i presupposti per un intervento immediato e per un approfondimento nel merito della questione. Per questa ragione è stata fissata un’udienza per l’11 giugno 2026, data in cui si entrerà nel vivo della discussione legale.
Il tema dei cimiteri digitali resta delicato e sfaccettato. Da una parte c’è chi considera quasi sacrilego l’idea di rendere omaggio ai propri cari attraverso un’app sullo smartphone. Dall’altra, non mancano le persone che trovano questa modalità più comoda e accessibile, soprattutto quando ci si trova nell’impossibilità di recarsi fisicamente al luogo di sepoltura. Il digitale, in questo ambito, si è mosso finora in punta di piedi, e la normativa non ha ancora definito confini precisi.
Aldilapp rappresenta uno dei primi casi concreti in cui le istituzioni italiane si trovano a dover tracciare una linea tra innovazione tecnologica applicata alla commemorazione e tutela della privacy. La decisione del Tribunale di Milano di sospendere le prescrizioni del Garante non significa che la piattaforma abbia vinto la partita, ma che la questione merita un esame più approfondito rispetto a quanto fatto finora. L’udienza dell’11 giugno 2026 sarà il primo vero banco di prova per capire dove si collocherà il confine tra servizio digitale lecito e raccolta dati eccessiva nel contesto dei cimiteri digitali.
