Chi utilizza abitualmente i servizi Google probabilmente ha già una certa familiarità con Google Drive, lo strumento di archiviazione cloud che accompagna ogni account Google con 15 GB gratuiti. Nel corso degli anni la piattaforma ha ricevuto aggiornamenti costanti per migliorare l’esperienza su PC, Android e altre piattaforme. Ma l’ultima novità è di quelle che pesano davvero: la protezione contro i ransomware, fino a poco tempo fa disponibile solo in versione beta, è ora in fase di rilascio per tutti gli utenti.
La funzione era stata lanciata in beta verso la fine del 2025, ed era già piuttosto interessante per chi condivide file su più dispositivi. Ora però Google ha annunciato tramite il proprio blog Workspace che il rilevamento dei ransomware e il ripristino dei file stanno arrivando a tutti, portando un livello di sicurezza decisamente più alto su Google Drive. E non si tratta di un semplice passaggio dalla beta alla versione pubblica: la nuova implementazione, potenziata dall’intelligenza artificiale, è in grado di riconoscere un numero di infezioni 14 volte superiore rispetto alla fase di test.
Come funziona la nuova protezione di Google Drive
Il meccanismo è piuttosto semplice, e proprio per questo efficace. Quando viene rilevata la presenza di un ransomware, Google Drive mette automaticamente in pausa la sincronizzazione dei file. Questo serve a impedire che il file infetto si diffonda sugli altri dispositivi collegati. A quel punto l’utente riceve una notifica chiara e ben visibile, mentre eventuali email di avviso vengono inviate anche agli altri utenti connessi, se necessario. L’avviso è piuttosto evidente, quindi è davvero difficile non notarlo.
Per chi utilizza Google Drive all’interno di un’organizzazione, questa funzione può fare una differenza enorme. Oltre al blocco della sincronizzazione e alle notifiche, la piattaforma è ora in grado di ripristinare i file a una versione precedente, eliminando così il rischio di infezione e permettendo di recuperare i propri dati dopo un attacco ransomware. Uno scenario che fino a poco tempo fa richiedeva interventi manuali complessi, e che adesso viene gestito in modo molto più lineare.
Attivazione e impostazioni disponibili
Google ha fatto sapere che queste protezioni saranno attive di default per tutti. L’unico requisito è avere installata la versione 114 o successiva di Google Drive. Per chi preferisce gestire tutto in autonomia, resta comunque la possibilità di disattivare le funzionalità dal menu Impostazioni. Fra le opzioni disponibili c’è anche la possibilità di regolare il livello di rilevamento, in modo da adattare la protezione al proprio flusso di lavoro. Una scelta intelligente, che lascia il controllo nelle mani di chi utilizza il servizio ogni giorno senza imporre restrizioni rigide.
