Uno scotch sul cartello stradale. Sembra una barzelletta, e invece è esattamente quello che è successo a Milano, dove il Comune ha deciso di annullare in autotutela circa 90.000 sanzioni elevate a ciclomotori, motocicli e velocipedi che hanno percorso la corsia preferenziale della filoviaria 90/91. Il periodo in questione va dal 2 febbraio al 18 marzo 2026, cioè le settimane in cui si tenevano le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina. Il valore complessivo di questo pacchetto di verbali è stato stimato tra i 5 e i 7 milioni di euro. Tutti da cancellare.
La storia parte da un accordo tra Palazzo Marino e la Fondazione Milano Cortina. Durante i Giochi, la corsia preferenziale della 90/91, nel tratto compreso tra l’incrocio viale Serra/viale De Gasperi/viale Scarampo (a nord ovest) e piazzale Lodi (a sud est), doveva essere riservata esclusivamente ai mezzi diretti alle sedi delle gare.
Per segnalare questo divieto temporaneo, qualcuno ha pensato bene di coprire con del nastro adesivo rosso il simbolo dei veicoli normalmente ammessi. Un intervento che lo stesso Comune oggi riconosce come del tutto insufficiente. Nel comunicato ufficiale di Palazzo Marino si legge che la segnaletica provvisoria “ha determinato una situazione di difficile comprensione del divieto di transito”. I motociclisti, abituati a passare di lì ogni giorno senza problemi, hanno semplicemente continuato a farlo. In buona fede. Qualcuno lo ha fatto così tante volte da ritrovarsi con verbali accumulati per migliaia di euro.
Perché il Comune ha scelto l’annullamento d’ufficio
I numeri fanno impressione. Delle 90.000 sanzioni totali, circa 30.000 erano già state notificate, altre 30.000 erano in fase di notifica e le restanti 30.000 dovevano ancora essere scaricate dagli occhi elettronici che hanno presidiato quel tratto per quasi sei settimane. L’Avvocatura Comunale, chiamata in causa dopo i primi ricorsi presentati dai cittadini, ha analizzato la situazione e rilevato che la segnaletica provvisoria non era conforme né al Codice della Strada né al suo Regolamento di esecuzione. Il parere parla chiaro: “rischio elevato di soccombenza” in caso di opposizione. Tradotto dal burocratese, il Comune avrebbe perso praticamente ogni ricorso.
Ed è proprio il principio della buona fede, previsto dalla Legge 689 del 1981 sugli illeciti amministrativi, ad aver dato la spinta decisiva. Quando esistono elementi oggettivi che possono far ritenere lecita la propria condotta, la responsabilità amministrativa viene esclusa. Palazzo Marino ha quindi optato per l’annullamento d’ufficio di tutte le multe, una scelta definita “conforme all’interesse pubblico” e pensata anche per evitare una valanga di contenziosi dall’esito praticamente scontato.
Chi ha già pagato può chiedere il rimborso
Per chi non ha ancora pagato le sanzioni ricevute in quel periodo, il consiglio è semplice: non farlo. Chi invece ha già versato la somma può presentare istanza di rimborso attraverso la pagina dedicata sul sito del Comune di Milano, con restituzione garantita in tempi rapidi.
