Il mondo dei veicoli commerciali sta cambiando pelle, e Ford Transit City rappresenta forse la mossa più concreta che Ford Pro abbia fatto negli ultimi anni per presidiare il segmento dell’ultimo miglio urbano. Parliamo di un furgone completamente elettrico, progettato per le aziende che ogni giorno devono fare i conti con ZTL, restrizioni ambientali e costi operativi sempre più difficili da gestire. Il Transit, del resto, non ha bisogno di grandi presentazioni: è un nome che circola dal 1965, con milioni di unità vendute in oltre sette decenni di storia. Prodotto inizialmente a Langley e poi per tantissimi anni a Southampton, fino alla chiusura dello stabilimento inglese nel 2013, il furgone Ford è stato declinato in versioni furgone, minibus e pick-up cassonato, diventando un punto di riferimento nel settore.
Ford Transit City nasce da una partnership industriale con JMC (Jiangling Motors Corporation), multinazionale cinese che produce il modello per il mercato locale e che vede Ford Motor Company tra i propri azionisti con una quota del 30%. Una collaborazione che permette di ottimizzare i costi di produzione senza sacrificare la qualità finale del prodotto.
Tre versioni per ogni esigenza operativa
La gamma di Transit City si articola in tre configurazioni ben distinte. Il furgone L1H1, il più compatto, è stato pensato per muoversi agevolmente nei centri storici e nelle strade strette: può ospitare fino a tre Europallet con un carico utile massimo di 1.085 kg. Poi c’è il furgone L2H2, più generoso nelle dimensioni, con 8,5 metri cubi di volume, carico utile fino a 1.275 kg e una lunghezza utile che supera i 3.000 mm. Infine lo chassis cabinato, una base versatile per allestimenti specifici, dalle consegne urbane ai servizi municipali. Vale la pena ricordare che i veicoli commerciali leggeri contribuiscono per oltre 1.000 miliardi di euro al PIL europeo, quindi non si parla certo di un mercato di nicchia.
Il team Special Vehicles guidato da Simon Robinson ha lavorato su una formula precisa: motore anteriore per massimizzare lo spazio di carico posteriore, longheroni perfezionati e una progettazione che facilita il lavoro degli oltre 200 allestitori certificati Ford Pro in Europa.
Batteria, autonomia e ricarica di Transit City
Sotto il cofano di Ford Transit City batte una batteria da 56 kWh con tecnologia litio ferro fosfato (LFP), scelta per garantire durata nel tempo, stabilità termica e costi contenuti. L’autonomia dichiarata arriva fino a 254 km, un dato che acquista ancora più senso considerando che, secondo i dati Ford Pro, il 90% dei furgoni di questo segmento percorre meno di 110 km al giorno. Tradotto: con una carica piena si copre tranquillamente il fabbisogno di due giornate lavorative medie. La trazione anteriore è abbinata a un motore elettrico da 110 kW, capace di garantire coppia immediata e una guida fluida nel contesto urbano.
Per quanto riguarda la ricarica, Transit City supporta corrente alternata a 11 kW (dal 10 al 100% in circa 5,2 ore) e corrente continua a 67 kW (dal 10 all’80% in circa 30 minuti, con la possibilità di recuperare fino a 50 km di autonomia in soli 10 minuti). Le aziende possono sfruttare ricariche domestiche o in deposito per contenere i costi energetici. Ford stima una riduzione del 40% dei costi di manutenzione rispetto ai diesel equivalenti, con intervalli fissati a 2 anni o 40.000 km. Lo stile resta quello di sempre, semplice e lineare, ma gli interni fanno un passo avanti grazie al doppio schermo per digital cockpit e infotainment. Non mancano gli ADAS principali, il sedile conducente riscaldabile e l’avviamento keyless.
