Le specie marine stanno sparendo a un ritmo che la scienza non riesce a reggere. E il problema più inquietante non è solo la perdita in sé, ma il fatto che moltissime creature oceaniche si estinguono prima ancora che qualcuno le abbia catalogate, studiate o anche solo viste. Per provare a invertire questa tendenza, un team internazionale di ricercatori ha lanciato EuroWorm, un progetto ambizioso che punta a costruire un enorme database genomico dei vermi marini europei, organismi piccoli e poco affascinanti agli occhi dei più, ma fondamentali per la salute degli ecosistemi oceanici.
Il progetto è guidato dal Leibniz Institute for Biodiversity Change Analysis (LIB), con il supporto dell’Università di Gottinga e della Senckenberg Society for Nature Research, ed è finanziato dalla Leibniz Association. Il nome completo del programma è piuttosto esplicito: “EuroWorm: Accelerating Global Marine Annelid Biodiversity Research with Open Genomic Data for European Species”. Tradotto in parole semplici, si tratta di raccogliere, fotografare, analizzare geneticamente e rendere disponibili a chiunque i dati su una classe di animali chiamati anellidi marini, ovvero i vermi segmentati che vivono negli oceani. Questi organismi svolgono funzioni vitali: mescolano i sedimenti, riciclano nutrienti, funzionano da indicatori dei livelli di inquinamento e sostengono le reti alimentari marine. Eppure restano tra i gruppi meno studiati e più vulnerabili.
Genomica e collezioni museali per mappare la biodiversità nascosta
Il piano operativo di EuroWorm prevede la raccolta di campioni da diverse località europee dove molte specie di anellidi marini furono originariamente descritte. Una volta raccolti, i campioni vengono identificati per forma e struttura, fotografati ad alta risoluzione e sottoposti ad analisi con strumenti genomici avanzati. L’obiettivo finale è costruire un catalogo genomico dettagliato, chiarire le relazioni evolutive tra i vari gruppi e capire come si siano evoluti nel tempo tratti fisici, modalità riproduttive e stili di vita.
Tutti i dati raccolti, insieme ai campioni fisici e alle immagini, confluiranno nelle collezioni del Museum of Natural History di Amburgo e del Senckenberg Natural History Museum. Cosa ancora più importante, queste risorse saranno accessibili liberamente a ricercatori di tutto il mondo, soprattutto a quelli dei paesi del Sud globale, attraverso portali istituzionali e piattaforme come GBIF. Chiunque potrà consultare i dati o richiedere campioni per ulteriori studi. La dottoressa Jenna Moore, a capo del progetto per il LIB, ha spiegato che confrontando i dati sulle specie europee si spera di accelerare la scoperta di nuove specie e contrastare quella che ha definito l'”estinzione silenziosa” delle specie marine.
Il ruolo cruciale dei musei di storia naturale nella ricerca moderna
Tre ricercatori del gruppo Animal Evolution and Biodiversity dell’Università di Gottinga collaborano attivamente al progetto. La dottoressa Maria Teresa Aguado Molina ha sottolineato come le collezioni storiche dei musei siano vere e proprie “capsule del tempo scientifiche”: combinandole con la genomica moderna, stanno permettendo di scoprire biodiversità nascosta a un ritmo senza precedenti. Secondo Aguado Molina, EuroWorm dimostra che le scoperte più avanzate spesso partono da esemplari raccolti decenni fa.
Il professor Christoph Bleidorn ha ricordato la lunga tradizione di Gottinga nello studio dell’evoluzione degli anellidi, esprimendo grande entusiasmo per la possibilità di approfondire queste ricerche grazie al finanziamento della Leibniz Association. Il dottor Conrad Helm ha aggiunto che l’approccio interdisciplinare di EuroWorm fornisce una base eccellente per documentare in modo approfondito la diversità degli anellidi marini e, allo stesso tempo, per definire con precisione le priorità della ricerca futura.
