La città sommersa di Ys, una delle leggende più affascinanti della tradizione bretone, potrebbe non essere solo un racconto tramandato nei secoli. Un team di ricercatori ha individuato quella che viene descritta come una scoperta altamente speculativa ma comunque significativa, che riaccende l’interesse attorno a questo mito millenario. E anche se la prudenza scientifica impone cautela, il collegamento proposto tra i ritrovamenti e la leggenda di Ys ha già catturato l’attenzione di storici e appassionati di archeologia subacquea.
Per chi non conosce la storia, vale la pena fare un rapido inquadramento. Ys, conosciuta anche come Ker Ys, sarebbe stata una città prospera e magnifica situata lungo le coste della Bretagna, in Francia. Secondo la tradizione, venne inghiottita dalle acque a causa della corruzione dei suoi abitanti e, in particolare, per colpa della principessa Dahut, che avrebbe aperto le dighe che proteggevano la città dal mare. Una sorta di Atlantide celtica, insomma, che da secoli alimenta racconti, poesie e opere musicali. La tradizione bretone colloca generalmente la città nella baia di Douarnenez, anche se non esiste un consenso unanime sulla posizione esatta.
Cosa è stato trovato e perché il legame con Ys resta ipotetico
Il team di ricerca, pur sottolineando la natura fortemente speculativa delle proprie conclusioni, ha collegato la scoperta proprio alla leggenda della città sommersa. Non si tratta, almeno per il momento, di prove definitive. Nessuno ha tirato fuori dal mare i resti di un palazzo o le mura di una fortezza. Quello che è emerso, però, è sufficiente a tenere aperta una porta che molti consideravano chiusa da tempo. Le indagini subacquee hanno restituito elementi che, secondo i ricercatori, potrebbero essere compatibili con insediamenti umani risalenti a epoche molto antiche, quando il livello del mare era significativamente più basso rispetto a quello attuale.
È un punto fondamentale, questo. Dopo l’ultima era glaciale, vaste porzioni di costa europea sono finite sott’acqua. Quello che oggi è fondale marino, migliaia di anni fa era terra abitabile. Ed è proprio in questa finestra temporale che si inserisce l’ipotesi del team: strutture o tracce compatibili con la presenza umana, sommerse da un innalzamento delle acque che potrebbe aver dato origine, nel tempo, a racconti mitologici come quello di Ys.
Tra scienza e mitologia, il fascino resta intatto
Ovviamente la comunità scientifica rimane divisa. Chi lavora nell’ambito dell’archeologia subacquea sa bene quanto sia difficile distinguere formazioni naturali da resti di attività umana in contesti sommersi. Le condizioni del fondale, le correnti e i sedimenti possono ingannare anche gli occhi più esperti. E il rischio di vedere quello che si vuole trovare è sempre dietro l’angolo, soprattutto quando di mezzo c’è una leggenda così potente dal punto di vista culturale.
Resta il fatto che la città sommersa di Ys continua a generare ricerche e dibattiti. Che si tratti di un mito puro o di un racconto con un nucleo storico reale, ogni nuovo elemento ritrovato lungo le coste bretoni aggiunge un tassello a una storia che resiste da oltre mille anni. Il team ha dichiarato che saranno necessarie ulteriori campagne di esplorazione sottomarina per confermare o smentire qualsiasi collegamento con la leggenda.
